ITALIA
CANDREVA 4 Ha lui la password per scardinare la difesa gialla attaccando Augustinsson, ma la dimentica da qualche parte. Cerca a ripetizione di sfondare, ma non trova la misura del cross né della conclusione, mandando alle stelle un possibile tap-in. In questa Nazionale era insostituibile, uno dei pochi a poter fare la differenza, ma l’ha fatta di rado. Dal 31′ st Bernardeschi sv: non si cambia la storia in un quarto d’ora.
PAROLO 5 Ci ha messo l’anima, gli va riconosciuto. Correndo per due, inserendosi di continuo, cercando la conclusione. Ma il risultato, al netto degli sforzi lodevoli, è stato insufficiente. Ormai alla soglia dei 33 anni, anche per lui sarebbe stato l’ultimo Mondiale.
JORGINHO 5.5 Schierato su petizione popolare, gioca la prima partita da titolare e i primi minuti ufficiali in azzurro nella notte più difficile. Canta l’inno a squarciagola, rischia subito un retropassaggio da brividi, poi prova a prendere per mano la squadra con due assist illuminanti. Troppo tardi.
FLORENZI 5.5 Giocatore multiuso, terzino destro nella capitale, con Ventura diventa interno sinistro con licenza di sganciarsi in attacco. Si guadagna due occasioni, sulla prima trova Olsen a sbarrargli la strada, sulla seconda si coordina in volo ma la palla esce d’un nulla.
DARMIAN 4 A Stoccolma era stato fra i pochi a salvarsi, fermato pure da un palo. A San Siro manda la controfigura, rischia un rigore in avvio, infila una collana di giocate sbilenche, viene travolto da Lustig in area. Dal 19′ st El Shaarawy 6: entra e viene subito azzoppato da Lustig. Almeno è vispo, al punto da domandarsi se a Stoccolma non meritasse più della tribuna. Ha l’occasione migliore nel finale, Olsen vola dirgli di no.
GABBIADINI 5 Alla seconda partita assoluta da titolare in azzurro, la prima con Ventura che gli aveva concesso finora 4 spezzoni e 36 minuti in tutto, si carica sulle spalle la manovra offensiva arretrando il raggio d’azione per vestirsi da rifinitore. Lodevole, ma inefficace. Una girata di testa nella ripresa è l’unico pericolo prodotto direttamente. Dal 20′ st Belotti 5: era la speranza di questa Nazionale, l’uomo di Ventura. Protagonista a lungo nelle qualificazioni, un infortunio lo ha tradito sul più bello. Mai pericoloso, alla fine si è rifugiato in un pianto a dirotto nascondendo il volto nella maglietta. fonte: Repubblica.it

