Maldini: “Quanto vorrei giocarla anch’io”

Una nazione intera in attesa di conoscere il verdetto di San Siro. Uno stadio gremito pronto a spingere l’Italia verso la conquista di un posto al Mondiale di Russia. In mezzo, c’è una Svezia forte del vantaggio di una rete. Batterli con due gol di scarto, dunque, è l’imperativo che si pone la Nazionale allenata da Giampiero Ventura. Un’impresa difficile, una sfida che tutti vorrebbero giocare. Persino Paolo Maldini. “Ricordo, dopo essermi ritirato, che la prima partita del Milan senza di me mi fece male. Fu così anche per la prima gara in Champions League e il primo derby. Dopo tutti questi anni, quella di stasera è una partita che avrei voluto giocare” ha detto l’ex difensore rossonero a Sky Sport. E la tensione, anche per lui che sarà soltanto osservatore, è altissima: “E’ una sfida troppo importante. Mi ricorda Italia-Portogallo del 1993, valida per le qualificazioni ai Mondiali del 1994. O anche lo spareggio del 1997 con la Russia, per i Mondiali dell’anno successivo, quando c’era mio padre in panchina. Non immagino un Mondiale senza Italia sinceramente, per questo avverto una tensione incredibile. Dopotutto, sono stato capitano e giocatore di questa Nazionale per tanti anni”.

L’incognita San Siro

Non ci sono messaggi particolari da destinare a chi scenderà in campo stasera. “Queste sono occasioni in cui non bisogna dire molto, tutti sanno cosa devono fare. Molte volte essere troppo carichi può essere un problema, San Siro può dare qualcosa in più ma per chi non è abituato a giocare qui può costituire un problema; sarà una questione di personalità e di feeling con lo stadio. Il risultato non m’importa, può essere 3-1 come 4-2: basta passare” ha concluso Maldini.

Fonte: SkySport

Commenti