Dal purè ai bolliti, tutti i segreti di Ancelotti

“Andiamo a cena, ma il purè lo faccio io”

Non è un mistero che Carletto abbia una passione per il cibo: “Stare a tavola con prodottti del territorio è importante per lui perchè ha un forte senso di appartenenza – racconta Marco Nosostti- Una volta andai a trovarlo a Londra, dove stava benissimo perchè lì si vive il calcio senza esasperazioni, e gli chiesi se potevamo cenare insieme”. “Sì, però il puré lo faccio io” – fu la risposta di Ancelotti-. Una risposta a cui seguì una spiegazione che Marco Nosotti descrive così: “Voleva che il purè fosse algamato bene, senza grumi, che fosse fatto con grande rispetto per chi lo prepara e per chi lo mangerà”. Se dovesse diventare il ct della Nazionale, dovrà mettere la stessa cura per far amalgamare il gruppo azzurro dopo i dissidi tra la squadra e lo staff tecnico della gestione Ventura. Così come gli farà comodo un carrello di bolliti: “Se saranno più di cinque e di numero dispari potremo vincere un’altra Coppa del Mondo” – ha detto una volta Ancelotti. Dalle parti di Coverciano si stanno già organizzando per farglieli avere.

Fonte: SkySport

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