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ROMA – Un effetto immediato le dimissioni di Tavecchio e la possibilità che il presidente del Coni commissari la Figc, ce l’hanno avuto: ha svegliato i presidenti della serie A e smosso la palude della Lega. Dopo mesi di riunioni, incontri, veti incrociati, Lotito che imperversa tra i tavoli che devono decidere il nuovo ad e quello del nuovo presidente, bloccando di fatto tutto quello che a lui non sta bene, in meno di 24 ore è stata trovo l’accordo su tutto. L’assemblea della Lega Serie A prevista per lunedì prossimo è diventata elettiva: l’ordine del giorno della riunione, inizialmente incentrata sull’approvazione del bando per la vendita dei diritti tv, è stato integrato con l’elezione del presidente, dell’Ad e delle altre cariche previste dal nuovo statuto. Sparite le incomprensioni che sembravano insanabili fino a poco tempo fa e che avevano portato al commissario Tavecchio per tentare di dare una nuova governance e nuovi manager. Ma fino ad oggi non si vedeva soluzione, rinvii su rinvii e nomi bruciati. Poi finalmente la luce. E’ bastato che l’ombra di Malagò o di un commissario minacciasse il fortino del ricco calcio della serie A, per cancellare tutti i problemi. Perchè i presidente della serie A non vogliono nessuno che possa insidiare il loro giocattolo, che possa mettere il naso nei loro affari, che faccia riforme sgradite anche se necessarie. La nazionale, il sistema, la base, le regole: cosa sono di fronte ai circa 4 miliardi di fatturato?

Il mondo del calcio si era già in mosso in maniera pesante lunedì pomeriggio dopo l’annuncio di Malagò di voler commissariare la Figc. Una decisione affrettata, anche perchè il presidente del Coni domenica sera aveva spiegato in tv da Fazio, che non c’erano i presupposti per rinviare le elezioni. Cosa era cambiato lunedì? Nulla, se non le dichiarazioni di Tavecchio non proprio amichevoli e la voglia di rispondere subito in maniera forte e decisa. Ma i presupposti giuridici erano difficili da trovare e nonostante un pomeriggio e una notte di studio non sono stati trovati dai legali del Coni. A tutto questo è arrivata la risposta immediata del mondo del calcio, compatto e contrario al commissario che ha minacciato sin da ieri il ricorso al Tar se Malagò avesse insistito. Ora la Lega di serie A ha capito che se vuole partecipare in maniera attiva a questa fase di rifondazione deve immediatamente risolvere i problemi di governance e di management; ma la fretta sarà buona consigliera? L’impressione è che Lotito ancora una volta ha trovato la scorciatoia per non perdere il suo potere in Lega. E per i presidenti di serie A, evidentemente, è meglio lui del commissario.

fonte: Repubblica.it

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