4 ragioni per cui Rijeka-Milan è stata allarmante

Ridotta all’essenziale, una sconfitta in una partita che non metteva nulla in palio, il 2-0 subito dal Rijeka è soltanto un incidente di percorso che dice poco o nulla del momento del Milan e non cambia di una virgola le sue ambizioni stagionali. In fin dei conti, i rossoneri avrebbero potuto anche saltare la trasferta in Croazia e la classifica del girone non sarebbe cambiata: il primo posto e la qualificazione ai sedicesimi di Europa League erano al sicuro, il Rijeka era già eliminato.

Bisogna allora disegnare il contesto attorno alla partita per capire quanto sia stata preoccupante per il Milan. Gennaro Gattuso esordiva in Europa dopo l’incredibile pareggio di Benevento, all’ultimo secondo con un gol del portiere avversario, Alberto Brignoli. Il Rijeka era ultimo nel girone, aveva perso entrambe le partite giocate in casa in Europa League e aveva sempre subito gol. Oltretutto stava attraversando un pessimo momento di forma: in campionato ha perso 5 delle ultime 7 partite.

Quella che sembrava la sfida ideale per riportare un minimo di serenità in un periodo problematico, dentro e fuori dal campo, si è trasformata invece nell’amplificatore delle difficoltà rossonere a ogni livello: tecnico, tattico, fisico e mentale. «Così non si va da nessuna parte. Quando si indossa la maglia del Milan bisogna rispettarla. Non pensate che a me non bruci», ha detto Gattuso con la drammaticità che lo contraddistingue. Anche se ininfluente, la sconfitta si è così riempita di segnali preoccupanti che ho riassunto in quattro punti.

1. Il Milan non ha mai tirato in porta

Ogni considerazione sulla sconfitta contro il Rijeka non può che partire dal dato più preoccupante: il Milan non solo non ha segnato, ma non ha mai nemmeno tirato in porta. La pericolosità rossonera si è concentrata in un paio di occasioni avute da Patrick Cutrone, le uniche nelle quali la squadra di Gattuso è riuscita ad aggirare il sistema difensivo del Rijeka, senza dubbio organizzato, ma povero di qualità.

Lo sviluppo della migliore occasione costruita dal Milan è un buon esempio delle difficoltà mostrate dal possesso rossonero. Zapata ha spazio per avanzare perché il suo marcatore, Gavranovic, è distante e in ritardo nell’accorciare su di lui. Il difensore colombiano non ha alternative vicine, il Rijeka è in netta superiorità da quel lato, e così decide di premiare lo scatto di Cutrone con un lancio non banale che finisce sui piedi dell’attaccante, bravo a liberarsi dalla marcatura di Zuparic. Il suo pallonetto, però, finisce alto.

Fonte: SkySport

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