
Pericolo scampato, l’Inter soffre più del dovuto ma alla fine elimina il Pordenone. Sono serviti 120′ e 14 rigori (decisivo quello di Nagatomo), decisamente troppo per Luciano Spalletti. L’allenatore nerazzurro ha commentato la prestazione dei suoi nel post-partita: “Seconde linee non all’altezza? Domanda corretta per quello che si è visto, ma non è così. Chi ha giocato di meno stasera si è trovato in difficoltà perché il Pordenone ha giocato con qualità in mezzo al campo e non siamo riusciti a prendere il pallino del gioco, si tentava di risolvere la partita da soli invece di fare ordine e far girare la palla. Poi le partite si complicano dal punto di vista psicologico e tutto diventa più difficile, so cosa succede in queste partite quando c’è questa differenza tra le due squadre”. Probabilmente i nerazzurri hanno sottovalutato l’impegno: “Vuol dire che non ho fatto correttamente il mio lavoro, dovevamo vincere la partita giocandola e invece siamo stati al di sotto del nostro livello. L’allerta non è arrivata come volevo che arrivasse. I rigori? Eder aveva un problemino a livello muscolare, Cancelo ha preferito non battere il rigore perché è subentrato il fattore psicologico e caratteriale, che fa la differenza. E’ stato un passaggio del turno faticosissimo, alla fine forse il Pordenone avrebbe meritato ma faccio i complimenti ai miei giocatori perché i rigori in queste situazioni diventano più pesanti e li meritano anche loro”.
Colucci: “Non usciamo vinti, non potevo chiedere di più a questi ragazzi”
Deluso per l’esito finale, ma estremamente orgoglioso. Anche l’allenatore del Pordenone, Leonardo Colucci, è intervenuto nel post-partita: “I ragazzi sono stati bravi, non usciamo vinti. Più di questo non potevo chiedere, per noi portare l’Inter ai rigori è come aver vinto la Coppa Italia. Peccato, quando arrivi a questo punto è una lotteria e l’Italia insegna che ai rigori si può anche perdere un Mondiale. Apprezzo tanto chi si è presentato a calciarlo, non era facile farlo davanti a tutto questo pubblico. Spalletti mi ha detto che meritavamo noi di andare avanti, è una persona sincera”. La favola del Pordenone finisce qui, domenica si torn alla realtà della Serie C: “Da domani torniamo con i piedi per terra, ci aspetta il Renate. I ragazzi negli spogliatoi erano amareggiati e con la testa bassa, ma ho detto loro che ci rialzeremo”.
Fonte: SkySport
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