Nespoli torna sulla Terra. E trova un’altra Inter

Deve sapere, Paolo, che mentre Lei immortalava dall’alto l’uragano Josè, l’altro Josè rinunciava un po’ alla volta al croato dei suoi sogni, convinto a restare da Luciano Spalletti, che lo ha reso un’arma micidiale. Pensi che oggi in tanti lo paragonano a quell’altro Josè: gliel’avessimo detto a fine luglio, ci avrebbe dato degli stralunati. Ecco: se la ricorda l’accoglienza straordinaria che i tifosi riservarono al nuovo mister, con cori, sciarpe e fumogeni? Nemmeno noi: non ci fu. Ma provi oggi a parlare con un interista di Spalletti: gli darebbero il Nobel per la chimica, quella che ha creato tra i giocatori. Con lui la sua Inter si è trasformata. Come collettivo e nei singoli. Non ci crede? Ma come: proprio Lei, che ha coronato il sogno impossibile di tutti i bambini di diventare un astronauta, potrebbe forse non credere alla rinascita di Nagatomo, Santon e Ranocchia, pronti pochi mesi fa all’abbandono come pezzi in eccesso dello shuttle spaziale? Potrebbe, in effetti, la capiremmo. E potrebbe un uomo di scienza come Lei, ingegnere, dubitare della lucentezza della stella di Mauro Icardi, che coi suoi 16 gol in altrettante partite ha (quasi) fatto dimenticare quello sciagurato libro di cui, ricorderà, si parlò per mesi? Ci creda, Nespoli: è tutto vero.

Fonte: SkySport

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