Il Napoli è tornato: 3 azioni che lo dimostrano

Il Napoli arrivava alla partita contro il Torino dopo un inusuale periodo di aridità offensiva. Nelle cinque partite giocate tra novembre e dicembre gli azzurri avevano segnato appena 3 gol, e contro il Chievo, la Juventus e la Fiorentina erano rimasti a secco. Una crisi inaspettata, per la brillantezza che ha contraddistinto la squadra di Maurizio Sarri e le medie tenute a inizio stagione, che aveva fatto perdere al Napoli il primo posto in classifica.

Le motivazioni a supporto erano molteplici: il grave infortunio subito da Ghoulam e i problemi fisici di Insigne che hanno menomato la catena sinistra, la più importante nello sviluppo della manovra; un possibile calo fisico (smentito però dalle statistiche, secondo Sarri) o mentale, giustificato dal calendario e dagli impegni decisivi in Champions League; la scarsa profondità della rosa e la mancanza di alternative tattiche. La riconoscibilità del gioco napoletano era stata utilizzata dalle avversarie per esporre i suoi difetti strutturali: Juventus e Fiorentina, in particolare, avevano limitato la pericolosità del Napoli comprimendo gli spazi tra difesa e centrocampo e orientando la manovra azzurra sulla fascia destra con scalate asimmetriche che incanalavano da subito le azioni napoletane sul lato più debole in costruzione.

A Torino, il Napoli non doveva soltanto dimostrare di aver superato i problemi, ma si giocava anche la possibilità di tornare al primo posto, grazie alla sconfitta dell’Inter contro l’Udinese. Entrambi gli obiettivi sono stati centrati: vincendo 3-1, la squadra di Sarri è tornata in testa alla classifica e ha ritrovato la brillantezza che sembrava smarrita nelle ultime settimane.

Innanzitutto va però disegnato il contesto tattico che ha aiutato il Napoli a ritrovare i suoi riferimenti offensivi. A differenza di Juventus e Fiorentina, il Toro non ha scelto di indirizzare il possesso napoletano a destra. Non erano previste infatti scalate che ostruissero il lato sinistro e liberassero l’uscita verso Hysaj. Molto più semplicemente, a ogni centrocampista granata era stato assegnato un avversario da marcare: Baselli si alzava su Jorginho, Rincón controllava Hamsik, Valdifiori seguiva invece Allan. I due esterni d’attacco, Berenguer e Iago Falque, tenevano una posizione stretta per ostruire le verticalizzazioni di Albiol e Koulibaly e uscivano solo in un secondo momento sui terzini azzurri, Hysaj e Mário Rui.

Fonte: SkySport

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