Serie A, le migliori giocate della 19^ giornata

Nel calcio contemporaneo i valori tecnici e fisici dei giocatori tendono a livellarsi sempre di più e risaltare per queste caratteristiche è ormai quasi impossibile, soprattutto quando si gioca ad alti livelli. Eppure quando si vede giocare Nainggolan si ha come l’impressione che sia sempre il più veloce, il più elastico, quello con più equilibrio, tra tutti e 22 i giocatori in campo; e non c’è una volta in cui non faccia almeno una cosa eccezionale, che ai giocatori normali vediamo fare con cadenza trimestrale. La partita di ieri di Nainggolan di questo tipo di cose ne ha contenute diverse, ed è stato difficile sceglierne una. Nell’azione scelta qui sopra, il centrocampista belga va in raddoppio su Politano insieme a Juan Jesus, vicino alla linea del fallo laterale, recuperando la palla quasi immediatamente. L’ala del Sassuolo prova a recuperarlo, cercando di intervenire da dietro, ma Nainggolan pianta il corpo a difesa della palla facendolo schiantare. Politano rimbalza via come se avesse provato a dare un calcio a un’incudine e di lì a poco abbandona la corsa sconsolato, buttando le braccia e il collo in avanti, come se si fosse fatto male scontrandosi con una superfice corporea troppo dura, a cui non è abituato.

Una delle qualità più incredibili di Nainggolan è proprio la capacità di estendere il proprio corpo a difesa della palla a velocità e in modi che di solito è impossibile vedere su un campo di calcio. Quando su di lui cerca di accorciare Falcinelli, il belga riesce nuovamente a frapporsi tra il pallone e l’avversario con la schiena, nonostante avesse sbagliato leggermente il controllo e un attimo prima stesse rincorrendo la palla, che rallenta con la punta del piede in maniera impercettibile. Non è una vera e propria veronica, Nainggolan si trasforma in una porta girevole che manda a vuoto la corsa di Falcinelli, che lo tiene lontano come se il pallone fosse protetto da uno scudo magnetico. Allo stadio il pubblico è già in piedi senza nemmeno rendersene conto, e quando Nainggolan supera con uno scavino anche l’intervento di Magnanelli, che aveva accorciato su di lui a tutta velocità, inconsapevolmente gridano “Olè!”, come se il belga fosse un torero e il Sassuolo composto da undici tori che provano ad incornarlo. Vedere Nainggolan difendere il pallone è un’esperienza che provoca lo stesso senso di invincibilità, di ineluttabilità della vittoria finale.

Fonte: SkySport

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