Liverpool: ecco cosa fare per fermare il City

Un altro esempio dei rischi della difesa alta del Liverpool, stavolta dalla partita con il Tottenham: sul rilancio di LLoris, c’è solo Matip tra Kane e la porta. Il capocannoniere della Premier guida il contropiede fino allo scarico su Son e gli Spurs si portano sul 2-0.

Questa sorta di compromesso tattico, con un approccio più prudente, può essere anche un modo per Klopp di non ripetere gli stessi errori che lo scorso anno, quando proprio in questo momento della stagione il Liverpool soffrì un evidente calo fisico che portò a una serie di risultati negativi.

La domanda, adesso, è che partita farò il Liverpool contro una squadra offensiva come il City. Entrambi gli approcci, quello classico e quello più prudente, hanno dei pro e dei contro. Se si guarda unicamente al risultato, nella partita di andata contro il City, il classico “stile Klopp” ha fallito miseramente, ma va detto il primo tempo era stato sostanzialmente equilibrato e solo dopo il gol dell’1-0 e il cartellino rosso a Mané il sistema di gioco ha mostrato tutti i suoi punti deboli.

Ma anche l’applicazione del nuovo mitigato approccio difensivo ha delle controindicazioni. Anzitutto non si può sorvolare su un fatto innegabile: i “Reds” non sono abituati a difendere con le linee più basse, accampati di fronte alla propria area di rigore, e di certo la difesa non è il reparto più affidabile (probabile ragione per cui si è deciso di acquistare Van Djik indipendentemente dalla valutazione che ne aveva fatto il Southampthon). Adottare una strategia difensiva di questo tipo, contro una squadra diventata maestra ad attaccare le difese schierate e capace di muovere il pallone a volontà, vuol dire porre un’enorme pressione tecnica e psicologica sui difensori, costringendoli quindi a vivere 90 minuti senza margine di errore.

Allo stesso tempo, però, difendere bassi potrebbe permettere di aprire il campo per gli attacchi in transizione di Mané, Firmino e Salah (vice-capocannoniere con 17 gol in campionato), oltre che di Chamberlain, che sarà probabilmente schierato a centrocampo.

È probabile, quindi, che assisteremo a un bilanciamento tra i due approcci, anche perché il Liverpool è una delle poche squadre in grado di competere con il City sul piano dell’intensità. Se le due gare in Champions League contro il Napoli ci hanno insegnato qualcosa, è che persino la macchina perfetta di Guardiola può essere messa in difficoltà da una pressione organizzata.

Fonte: Sky

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