Serie D: cane in campo, allenatore lo scaccia così

Gli animalisti (e non solo loro) si indigneranno. Ma la storia che vi raccontiamo va letta fino in fondo, dando il giusto spazio alle parole e alle spiegazioni di uno dei due protagonisti. Anche perché l’altro non può proprio dirci la sua: è un cane. Campionato di Serie D, nel girone F si gioca il derby molisano tra Campobasso e Olympia Agnonese. Gli ospiti sono sotto 1-0 e nel teso finale tentano, con un uomo in più dopo un’espulsione, il classico e disperato “forcingone” per raggiungere il pari. Ce la faranno. L’episodio che si verifica poco prima, però, scatena l’ira e l’indignazione di molti, non solo dei tifosi di casa. Attorno al 75′, infatti, entra campo fa il suo ingresso Lupo, un cagnetto diventato la mascotte della squadra di casa. Lupo, che poi è pure il nome e il simbolo del Campobasso Calcio, prima disturba un rinvio del “proprio” portiere spostando il pallone e poi si dirige verso metà campo. A questo punto il cucciolo viene puntato da Pino Di Meo, allenatore dell’Agnonese, che con poca cura lo raggiunge, lo afferra e lo scaraventa fuori. Apriti cielo: prima in tribuna e poi, sui social, comincia il tam tam di accuse.

“Ne ho quattro a casa e i cani si prendono per il collo da me – ha detto Di Meo a fine partita al Quotidiano del Molise – non ho fatto nessuna cosa brutta. I cani non piangono se li prendi in quel modo, non ho fatto niente di male”, ha detto Di Meo a fine partita al Quotidiano del Molise. Questi sono i fatti e le immagini che arrivano da un calcio che sembra così lontano ma che lo diventa decisamente meno se si pensa a tutti gli episodi d’invasione di campo a quattro o due zampe che non sono certo una novità nel calcio come in altri sport: dagli scoiattoli in Premier passando per gli uccelli che sfidano le Formula 1 e fino agli alligatori nel golf. Quello che stavolta stride è la reazione.

Fonte: SkySport

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