Sofia come Alberto e Deborah, Goggia nella storia

E’ la Storia signori, è la Storia. Proprio così: quando si consultano gli annuari, gli archivi e la memoria vuol dire che si fa la Storia. Sì la Storia, quella con la S maiuscola. Quella che Sofia, S maiuscola, sta riscrivendo. Con il suo carattere, con la sua voglia di emergere, con il suo particolare sorriso quasi irriverente a coprire quella finta timidezza che la contraddistingue. Sofia vince una medaglia in discesa, la prima al femminile, che dà molto allo sci italiano. Le medaglie d’oro erano ferme da troppo tempo, 8 anni al maschile con il magico ultimo giorno in slalom di Giuliano Razzoli, a Vancouver, e ben 16 al femminile. Si era a Salt Lake City, supergigante di SnowBasin, e dalla cabala della neve statunitense uscì il nome di Daniela Ceccarelli da Rocca di Papa, come nascita, ma piemontese di adozione, e non quello della dominatrice Janica Kostelic (3 ori): terza arrivò Karen Putzer per confermare d’azzurro il podio del 2002. Fantastico quel giorno poi più nulla… Come anche in libera, dove solo negli ultimi anni dobbiamo contare podi olimpici della fuoriclasse di Ortisei Isolde Kostner, un argento e un bronzo, ma mai vittorie. E’ la disciplina realmente più antica dello sci perché basta scendere, dappertutto, con velocità.

Fonte: SkySport

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