Di Francesco: “Schick e Defrel sono pronti”

La sconfitta in Champions League non deve avere conseguenze negative, per la Roma, chiamata ad un impegno difficile in campionato contro un Milan quanto mai in forma. La squadra di Eusebio Di Francesco dovrà proseguire il percorso netto in Serie A che dura da tre partite consecutive. L’allenatore ha presentato la sfida con i rossoneri in conferenza stampa.

Con la partita d’andata degli ottavi comincia un ciclo duro: è il periodo più delicato?
I periodi sono sempre delicati, ma ora dobbiamo evitare gli errori perché il margine è ridotto, in campionato va mantenuto il terzo posto e proviamo a passare il turno con lo Shakhtar”.

Gattuso ha dato la scossa al Milan: l’ha sorpreso?
“Credo che il Milan abbia un’ottima rosa e Gattuso ha saputo sfruttarne le qualità. Credo che il 4-3-3 esalti gli elementi e per questo gli faccio i complimenti”.

Schick ha giocato tre minuti nelle ultime tre partite: sarà titolare domani? Come sta Dzeko?
“I giocatori sono tutti pronti, ieri si sono allenati tutti col gruppo. Le scelte le farò tra stasera e domani. Nelle normali turnazioni che ho sempre fatto ci sarà qualcuno che gioca e qualcun altro no e Schick potrebbe essere tra chi giocherà dall’inizio”.

Cosa vi siete detti dopo lo Shakhtar?
“Non parlo mai dopo le partite, non l’ho fatto nemmeno il giorno dopo perché voglio esaminare le cose a freddo. Ho parlato con i ragazzai ieri, per trasmettere il messaggio che in Champions possiamo passare il turno e di buttarci sul campionato con grande determinazione. Serve continuità in partita, almeno per 70 minuti”.

Nainggolan poteva rendere meglio nel 4-2-3-1, e ora che sta giocando in quella posizione la sua pericolosità non è aumentata molto.
“E’ una questione non di sistema ma di condizione e di aspetto mentale, in cui deve ritrovarsi e sono convinto che ce la farà. Abbiamo rotto l’incantesimo del sistema di gioco, e avrei voluto dare ragione a tutti con i suoi gol per il bene della Roma. L’importante non è il singolo, ma la squadra”.

Cosa manca alla Roma attuale per arrivare ai livelli di quella dello scudetto?
“Erano cultura e tempi totalmente differenti. Il desiderio è quello di costruire insieme una mentalità, che passa attraverso regole, progettazione e continuità. Lì si è costruito qualcosa perché per la maggior parte eravamo insieme da tanti anni. Ma non si possono fare paragoni”.

Dopo Kharkiv, aveva detto che si poteva tornare presto al 4-3-3. Questo modulo è possibile anche senza De Rossi?
“Le caratteristiche di gioco dei singoli sono alla base del sistema che si sceglie. Le capacità di questa squadra permettono di giocare con due sistemi di gioco. In generale è importante l’interpretazione dei vari momenti della gara, nella gestione della palla e nell’aggressività. E’ questo che è mancato con lo Shakhtar e che mi ha fatto arrabbiare”.

Schick e Defrel sono pronti a giocare con o al posto di Dzeko?
“Entrambi. Spesso mi chiedete di Schick quando la squadra perde, ma lui come Dzeko sono giocatori importanti e loro più di tutti possono fare i centravanti. Defrel è più un jolly, mentre loro hanno ruoli più definiti”.

Avverte un clima ostile nei confronti della Roma da parte dei media?
“Io non bado a queste cose, nel mio lavoro devo avere grandissimo equilibrio”.

Dopo 8 mesi da allenatore, ha capito perché è il 14° allenatore in altrettante stagioni?
“Allenare non è mai facile. Ero consapevole che potevo trovare questo tipo di ambiente e questo tipo di gioie e difficoltà. Quello che non mi piace è quando si tirano prematuramente dei bilanci. Arriviamo a fine stagione prima. Qualche problema ci sarà stato visti i cambi frequenti, inutile nascondersi. Ma io sono contentissimo di vivere quest’avventura. Cerco di essere coerente con tutto il modo di fare, dentro e fuori lo spogliatoio”.

Nainggolan e Florenzi come stanno dal punto di vista fisico?
“Radja ha avuto un problema al polpaccio ma l’ha superato. I numeri del match analysis dicono che è stata una delle migliori prestazioni dal punto di vista fisico, poi possiamo parlare del resto, ma fisicamente è in crescita così come lo è tutta la squadra”.

Non ha portato El Shaarawy in Ucraina, come mai?
“Ho preferito Under. Contano le condizioni psicofisiche e Stephan è uno di quelli che ci ha portati fin qui. Ho dovuto fare una scelta e mi è dispiaciuto, ma ho parlato con lui e l’ho trovato molto disponibile”.

Fonte: SkySport

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