Mazzarri: “Niang in forse, Belotti è motivato”

Servirà l’impeto da Torino, per rialzare la testa dopo le due sconfitte consecutive rimediate con Juventus e Verona. Specialmente quest’ultima ha provocato diversi malumori nell’ambiente granata, che attende il riscatto nella sfida di domani contro la Roma. Walter Mazzarri ha presentato la partita in conferenza stampa, ma prima di cominciare ha voluto esprimere il proprio cordoglio per la scomparsa di Davide Astori: “Difficile parlare di calcio con simili tragedie, ma dobbiamo andare avanti. Mi stringo ai suoi cari, è l’unica cosa che sento di dire”. Quindi, l’allenatore è passato all’analisi della gara imminente: “Affrontiamo i giallorossi nel peggior momento, e sono curioso di vedere come risponderanno i miei ragazzi contro un avversario di questo livello. Le stesse risposte che eravamo pronti a dare contro il Crotone la settimana scorsa, le voglio anche domani. Dobbiamo giocare equilibrati, rimanendo compatti, altrimenti sappiamo cosa può succedere”. Uno dei dubbi principali riguarda M’Baye Niang. “Ha provato la mascherina già ieri, vedremo oggi come prosegue l’adattamento. Rispetto a De Silvestri che ha avuto il suo stesso infortunio ha avuto meno tempo per fare l’abitudine. Ljajic? Si sta allenando bene” ha detto Mazzarri.

Emergenza in difesa

“La difesa è in emergenza perché ora la squalifica di Burdisso si riflette su questa partita e non abbiamo ancora recuperato nessuno. Ma questo non ci deve impedire di difenderci senza concedere spazi. Deve essere un lavoro svolto da tutti” ha proseguito l’allenatore. Mazzarri ha parlato anche di Belotti e dei nuovi cambiamenti per il campionato dell’anno prossimo: “Belotti è molto motivato, ma le risposte le voglio da tutta la squadra. Voglio un Toro tosto, che sappia dare fastidio a qualunque avversario. Sono felice che il calciomercato si sia accorciato, questo è il pensiero comune di tutti gli allenatori”. Infine, il ricordo di Di Francesco, quando i due si sono incrociati da calciatori dell’Empoli: “Era più piccolo di me di 7-8 anni, conobbi i suoi genitori e gli feci un po’ da fratello maggiore. Il suo esordio avvenne proprio sostituendomi. Sono felice di essergli stato vicino, poi ci siamo un po’ persi. Come allenatore si è evoluto molto, tutti conosciamo il tipo di calcio che fa esprimere alle sue squadre”.

Fonte: SkySport

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