
Un anno di Li Yonghong. Il Milan festeggia i primi 365 giorni con la nuova proprietà, con i cinesi ma anche con Marco Fassone a gestire il tutto. Tra situazione societaria e mercato, l’amministratore delegato rossonero ha tratto un po’ il bilancio di questo primo anno: “A livello gestionale pensavo che avrei avuto qualche difficoltà in più, visto che doveva essere un anno di rodaggio – ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport – Invece le risposte sono state positive, così come la reazione dei tifosi che non era scontata. E se c’è qualche rimpianto per una prima parte di stagione non andata nella maniera giusta, poi possiamo dire di aver ritrovato la rotta. Sono contento anche della parte societaria. L’ azienda cinese è partita, siamo gli unici ad avere una company in loco con un management cinese e non un semplice ufficio commerciale. Il progetto stadio prende corpo settimana dopo settimana, che si tratti di San Siro rivisitato o uno stadio nuovo. La parte commerciale ha funzionato bene, con sette sponsor nuovi. E il botteghino è andato molto meglio del previsto. Il bilancio è positivo, la strada è quella giusta, siamo in linea con le previsioni”.
“Il rifinanziamento si farà”
Al di là dei bilanci, il Milan sta entrando in una fase importante tra il rifinanziamento Elliott e l’esame dell’UEFA in vista. “Il rifinanziamento si farà, anche se le modalità sono ancora in discussione – prosegue Fassone – Ci sono tre opzioni che Mister Li sta valutando. Non c’ è urgenza di farlo domattina, ci sono ancora sei mesi. Sono abbastanza sereno, credo che avvenga nei tempi previsti e con sufficiente margine per non arrivare a ottobre. Poi se si arrivasse a un finanziamento su cinque anni, e non a sei mesi, dovrei fare meno salti mortali per le licenze nazionali e internazionali. Però ci convivo. L’ appoggio della proprietà c’è sempre stato, gli innesti di capitale sono frequenti e hanno consentito di lavorare senza mai arrivare al fondo del barile. Però non vorremmo arrivare a ottobre, chiudendo un paio di mesi prima saremmo più sereni. Nel giro di una settimana-dieci giorni dovrebbe arrivare da Merrill Lynch la proposta definitiva da sottoporre a Mister Lì. Quanto inciderà sul giudizio UEFA? Credo che nel settlement agreement impatti meno rispetto al voluntary. In questo momento conta più la pianificazione dei prossimi tre anni e come il Milan conti di rientrare del FPF. Poi si parlerà della tipologia di sanzioni per le violazioni degli anni scorsi, spero che il rifinanziamento resti sullo sfondo. Anche perché Elliott ha garantito che farà fronte a qualsiasi criticità. Auspico che aggiungendo alle altre cose anche questo, il tema possa essere facilmente archiviato. Non mi aspetto sanzioni che ci limitino molto sul mercato, certamente il saldo tra investimenti e uscite sarà molto più leggero. Qualcosa di coerente con i ricavi attuali, intorno ai 215-220 milioni. Il finanziamento Elliott? Ha dei paletti serrati, con verifiche bimestrali. Servono a controllare che operi bene e che i piani vengano rispettati. Un controllo di gestione, ma i rapporti con loro sono ottimi. Mi pare strano si parli del Milan nelle mani di Elliott, impossibile avvenga dopo che un presidente ha speso tanti soldi in un club. Questo accadrebbe solo se Lì non facesse più aumenti di capitale, ipotesi molto remota”.
Fonte: SkySport
