Quattro partite da seguire a tutti i costi

Superato il primo pressing, Kimmich ha molto spazio per avanzare, così come Bernat sull’altra fascia. Però non ha opzioni: tutti gli altri giocatori sono marcati a uomo e la linea di difesa, molto stretta, non concede spazi per gli inserimenti. L’Eintracht ha il tempo di scivolare lateralmente.

Nella propria metà campo, l’Eintracht muove il pallone con calma con i tre difensori, in attesa di attirare la pressione avversaria, poi la manovra si fa rapida e verticale alla ricerca degli attaccanti (Haller, Rebic o Jovic), che hanno la potenza e la velocità per sostenere questo tipo di gioco. Il pressing strutturato e la qualità delle transizioni avevano creato grossi problemi al Bayern nella gara di andata, finita comunque 0-1 per i bavaresi.

Purtroppo questa volta non vedremo in campo l’infortunato Kevin Prince Boateng, ambasciatore europeo delle squadre hipster dalla grande organizzazione tattica, però sulla trequarti ci sarà il messicano Marco Fabián, unico elemento in grado di fermare il flusso di gioco e di alternare i ritmi.

Il Bayern si presenterà con una lista di infortunati che da sola potrebbe vincere la Champions (all’ultimo si è aggiunto anche James, in probabile riposo precauzionale in vista del ritorno contro il Real) e un diciottenne al centro della difesa, Lars Lukas Mai: condizioni solitamente non sufficienti a impedirgli di dilagare.

United-Arsenal: l’ultimo tango tra Mourinho e Wenger

«Penso sempre che i nostri più grandi rivali siano i nostri più grandi amici, perché sono quelli che ci spingono oltre i nostri limiti», ha detto Mourinho in una conferenza stampa molto malinconica, in cui ha ricordato anche l’Arsenal degli Invincibili, Bergkamp e Henry, il suo arrivo al Chelsea, tutte quelle volte che Wenger lo ha definito «disconnesso dalla realtà», «irrispettoso» o «stupido», perché lui lo aveva definito «un guardone, come quegli uomini che hanno a casa un grande telescopio per spiare nelle vite delle altre famiglie». Insomma, i bei vecchi tempi.

«Ci sono state delle piccole cose che rimpiango, di cui sarebbe stato meglio fare a meno. Alcuni gesti, alcune parole, sarebbe stato meglio senza», ha poi concluso Mourinho, e con questo spirito dovrebbe entrare in campo domani pomeriggio, per l’ultimo capitolo della decennale rivalità con Wenger. Il tecnico alsaziano ha coltivato negli anni un’accesa rivalità anche con lo United e i suoi tifosi, e in particolare con Sir Alex Ferguson, che una volta arrivò a chiamare «quell’uomo lì», non riuscendo per la rabbia a pronunciarne il nome. Per questi motivi, sarà interessante capire che forma di tributo gli riserverà l’Old Trafford.

Il risultato finale dovrebbe essere per lo più ininfluente ai fini della classifica: allo United basta un punto per assicurarsi la qualificazione alla prossima Champions League, mentre l’Arsenal ha già ipotecato la qualificazione in Europa League e non ha nessuna speranza di raggiungere il quarto posto. L’attenzione del pubblico sarà quindi interamente rivolta ad ogni gesto, ogni parola, ogni sguardo, che Wenger e Mourinho useranno per riconciliare un rapporto che in un modo o nell’altro ha segnato la storia recente della Premier League.

Tra gli elementi di interesse della partita vera e propria, invece, c’è la possibilità per l’Arsenal di cancellare una statistica assurda: al momento, infatti, quella di Wenger è l’unica squadra del calcio professionistico britannico ad aver raccolto zero punti in trasferta nel 2018. Ad aggiungere un’ulteriore dose di dramma c’è poi la partita di giovedì, in cui i Gunners dovranno necessariamente vincere sul campo dell’Atlético Madrid per mantenere un piede nella prossima Champions, anche se l’Atlético in casa non subisce un gol dal 20 gennaio. In vista dell’impegno europeo, Wenger dovrebbe ricorrere a un ampio turnover, per cui potremmo vedere anche tre diciottenni dal primo minuto: Maitland-Niles in difesa, Willock a centrocampo e Reiss Nelson nel trio d’attacco.

Mourinho, al contrario, dovrebbe confermare la formazione tipo di questo finale di stagione, quella con cui è riuscito a rimontare tre gol al City e due gol al Tottenham nella semifinale di FA Cup. Pogba avrà la libertà di svariare su tutto il centro-sinistra, protetto dall’agonismo di Matic e di Herrera, in un assetto che ha aumentato la sua influenza nel gioco dello United. Sánchez lo accompagnerà sulla fascia sinistra per servire le sponde di Lukaku e le incursioni di Lingard. Il possesso sarà principalmente dei giocatori dell’Arsenal, ma lo United è ormai abituato a vincere senza il pallone e con il minimo sforzo richiesto.

Fonte: SkySport

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