I lavori dei calciatori prima di diventare famosi

C’è da spostare una macchina

Prendete Mauro Icardi, ad esempio: le belle macchine gli sono sempre piaciute, fin da bambino. Tanto che, da piccolo, probabilmente era quello il settore in cui si vedeva. «Ho iniziato a lavorare molto presto», ha raccontato nella sua autobiografia. «D’estate, la sera, con i figli del mio primo allenatore andavo a fare il parcheggiatore nei pub, ristoranti e discoteche che si affacciavano sulla costa lungo il fiume. Avevo sette anni». Maurito aiutava i clienti dei locali a sistemare le auto in cambio di pochi pesos (ma “i più pidocchiosi mi liquidavano con un grazie!”), “Vieni, vieni, vieni, buenooo, ok, stooop” fino alle due del mattino.

C’era da aiutare una famiglia, e allora ogni tanto si improvvisava anche pasticcere, aiutando la mamma a preparare gli alfajores, biscottini tondi con ripieno di marmellata o cioccolato spolverati di cocco, tipici della tradizione sudamericana. Poi, insieme, li vendevano porta a porta nel quartiere. «Poteva anche capitare che mia mamma ricevesse un ordine per i suoi biscotti e, in quei casi, a cinque anni ero già così autonomo da poter fare le consegne da solo». Insomma, fattorino a 5 anni, parcheggiatore a 7, capitano dell’Inter a 22. Un mostro di precocità.

Fonte: SkySport

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