Da Calori a Simeone: i “guastafeste” scudetto

Si imbucano alla festa senza che nessuno li abbia invitati, ma non criticateli: fanno solo il loro dovere. Storie di giocatori che, da semplici spettatori della lotta scudetto, diventano all’improvviso protagonisti capaci di dare una svolta decisiva al campionato. E il bello è che non giocano né per una né per l’altra delle due contendenti, ma si guadagnano ugualmente un posticino nella storia.

Con tutta probabilità, ci è riuscito anche Giovanni Simeone, in un pomeriggio da fenomeno con cui ha steso il Napoli e ridimensionato le ambizioni scudetto degli azzurri. Tripletta, la sua prima in A, ma già dopo una manciata di minuti aveva costretto all’intervento da rosso Koulibaly, al quale adesso ha rubato la scena. Perché se fino alla vigilia di Fiorentina-Napoli si pensava che “il gol di Koulibaly” potesse rappresentare la svolta del campionato, al fischio finale era la tripletta del Cholito a riscrivere la storia. Un vizio di famiglia, se è vero che già papà Diego, il Cholo, aveva infilato la testa in uno scudetto che non lo riguardava da vicino… o forse un po’ sì. Il celebre 5 maggio 2002, all’ultima di campionato, la sua Lazio affronta la “sua” Inter, che deve assolutamente vincere per conquistare il titolo. Finisce, come sappiamo, tra le lacrime di Ronaldo, con Simeone che segna di testa il terzo gol laziale, quello del sorpasso, nel 4-2 finale.

Fonte: SkySport

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