Ricorre oggi, 10 maggio 2018, il trentunesimo anniversario del primo scudetto della squadra azzurra. Quel 10 maggio 1987 resterà scolpito nella mente dei sostenitori partenopei in eterno. Quella domenica pomeriggio, sotto un solo infernale il Napoli di Maradona e di Ottavio Bianchi, scrisse una pagina leggendaria del club azzurro fondato nel lontano 1926 da Giorgio Ascarelli. Ale ore 17, 47 il Napoli, con una giornata di anticipo diventava, per la prima volta, campione d’Italia per la felicità di milioni di tifosi azzurri sparsi nel mondo. Un titolo atteso ben 61 anni. La gara che sancì il primo tricolore a tinte azzurre fu Napoli vs Fiorentina, diretta dal signor Pairetto e chi sennò, visto che fa rima con scudetto. La partita terminò con il risultato di 1 a 1: alla rete di Andrea Carnevale rispose l’astro nascente del calcio italiano Roberto Baggio su calcio di punizione., prima rete in serie A del futuro divin codino. Il San Paolo gremito come un uovo, al fischio finale, esplose di gioia, mentre in città cominciarono subito i festeggiamenti con caroselli di auto , bandiere azzurre al vento, striscioni e fuochi d’artificio. Era il Napoli di Ferlaino, di Maradona, Bruscolotti, Carnevale, Garella, Bagni, Renica, Giordano. Tutti veri campioni. Quella squadra aveva avuto l’ardire di sfidare le grandi del nord, prendendosi una bella rivincita. Era una squadra omogenea, perfetta, perchè tutti gli ingranaggi erano al loro posto. Napoli, con i suoi mille problemi, il 10 maggio ’87 dimenticò, all’improvviso, tutte le tristezze le amarezze e le vicissitudini quotidiane. Diego Armando Maradona, sbarcato all’ombra del Vesuvio tre anni prima e che tornava dal Mondiale vinto in Messico con la sua Argentina, in cui era stato protagonista assoluto, divenne una figura sacra, quasi intoccabile, per tutti i napoletani, tifosi o non . La data del 10 maggio 1987 a Napoli, non potrà mai essere dimenticata “Nun sapite che ve sit perz“, recitava una scritta apparsa sul muro davanti ad un cimitero napoletano. Questa fu solo una delle tante dimostrazioni della forte emozione e della gioia provata in quella domenica di maggio che vide diventare il Napoli Campione d’Italia a dispetto dei giochi di potere delle big nordiste.