Malati di Crotone: nella curva degenti dello Scida

C’è stato un tempo in cui vedere la partita del Crotone dalle finestre dell’Ospedale era semplice. Perché i controlli non erano serrati, ma soprattutto perché l’orario visite alla domenica era prolungato e ininterrotto dalle ore 7:00 alle 19:00. E allora molti che non potevano permettersi il biglietto, oppure avevano partenti e famigliari ricoverati, potevano “usufruire” di questo nuovo “settore” dello stadio. Uno stadio, l’Ezio Scida, costruito ben prima dell’ospedale cittadino in quella che era l’area del commercio ai tempi della Megale Hellas, quando Kroton annoverava campioni di straordinaria potenza come il lottatore Milone.

Ospedale che spesso si trasformava, soprattutto durante i giorni feriali, quando il Crotone si allenava allo Scida, in un vero e proprio passatempo per i pazienti ricoverati nei vari reparti. Almeno per due ore al giorno la sofferenza e la noia del ricovero poteva essere alleggerita dal vedere i calciatori rossoblù correre e inseguire il pallone, provare gli schemi, oppure giocare le gare amichevoli del giovedì. E questo è sempre avvenuto nel tempo, sin dagli anni Settanta quando i calabresi lottavano per andare in Serie B contro corazzate come il Bari, la Reggina, la Paganese. C’era anche il tempo (anni Ottanta) nel quale era possibile notare diverse persone in camice bianco stazionare sul tetto di un edificio ospedaliero posto al secondo piano. Una sorta di Tribuna scoperta aggiuntiva. Poi c’era il solito refrain appena qualche avversario restava a terra per “finto” infortunio: “Tanto l’ospedale è a due passi”. Col passare del tempo le finestre dell’ospedale sono diventate vere e proprie postazioni privilegiate dalle quali assistere alle partite più importanti, quelle in cui è quasi impossibile trovare un biglietto. Come avvenuto, per esempio, il 19 settembre del 2006 quando per la prima volta allo Scida arrivò la Juventus dei freschi Campioni del Mondo Buffon e Del Piero. Quella sera, era un mercoledì, il Dg dell’ospedale dell’epoca dovette ricorrere a misure restrittive, bloccando anche i ricoveri se non per gravi condizioni di salute.

Sono i piani alti quelli più ambiti e dai quali si gode di un’ottima vista sulla partita: il settimo ed il sesto piano, sia l’ala destra dell’edificio che quella sinistra, da un po’ di tempo ci possono assistere solo i ricoverati. La nuova dirigenza, infatti, ha predisposto un servizio di sorveglianza, soprattutto nelle giornate di gare casalinghe del Crotone, e un nuovo sistema automatico di bloccaggio e apertura porte. Saranno i ricoverati e solo loro (quelli che vorranno e sono in condizioni di salute da poter alzarsi), assicurano dalla dirigenza, quelli privilegiati per le visuali dai piani alti. Così come lo è stato un anno fa (14 maggio 2017) per Adrian Stoian quando dalla finestra dell’ospedale, dove era ricoverato, ha assistito alla vittoria del Crotone sull’Udinese con tanto di dedica dei suoi compagni di squadra che festeggiarono quasi sotto la sua finestra.
 

Fonte: SkySport

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