Panchine Mondiali, i 5 migliori allenatori

Quando nel luglio 2006 gli fu affidata la panchina della Nazionale, promuovendolo dopo il biennio a cui aveva fatto da vice a Klinsmann, in tanti storsero il naso. Ma come, la Germania in mano a uno che ha fatto il “secondo” fino al giorno prima? C’era da ricostruire la nazionale tedesca soprattutto nel morale, dopo un Mondiale casalingo “rovinato” dagli Azzurri e dal gol di Grosso, e il suo curriculum a livello di club (Stoccarda, Fenerbahce, Karlsruhe, Adanaspor, Tirol Innsbruck e Austria Vienna), in effetti, non era di quelli che incantano, nonostante una Coppa di Germania vinta nel ‘97 con lo Stoccarda (portato anche a una finale di Coppa delle Coppe). Löw si mise al lavoro, gli diedero tempo e alla fine i risultati sono arrivati, figli soprattutto di un gioco che non pareva appartenere alla tradizione tedesca. Ha valorizzato i talenti, dato spazio ai piedi buoni, assecondato il lungo lavoro della Federazione fatto soprattutto sui vivai. E così arrivano il secondo posto all’Europeo del 2008 (finale persa 1-0 contro la Spagna), un altro terzo posto al Mondiale (nel 2010), una semifinale a Euro 2012 (ancora l’Italia a fermare il cammino dei tedeschi, con Balotelli che mostra i muscoli) e, finalmente, il premio dopo lunghi sforzi con il Mondiale nel 2014, facendo piangere il Brasile (7-1) in casa sua. All’ultimo Europeo un’altra eliminazione in semifinale (contro la Francia, stavolta dopo aver eliminato l’Italia ai quarti, ai rigori), ma al Mondiale Löw si presenta da campione in carica oltre che da secondo Ct più longevo sulla panchina della sua Nazionale (in carica dal 12 luglio 2006), con il solo Tabarez che lo precede per pochi mesi. E visto il potenziale che ha a disposizione c’è da scommettere che la Germania sarà ancora tra le protagoniste, come ci ha abituato negli ultimi anni.

Fonte: Sky

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