Napoli, idea a costo zero: si segue con interesse Badej. E’ duello con la Juve

La lettera con la quale Milan Badelj ha salutatoitifosi della Fiorentina ha fatto strage di cuore tra i tifosi viola (anche se come sempre non sono mancate le polemiche). Al San Paolo era accaduto lo stesso a fine campionato con il giro di campo di Pepe Reina e il pubblico in piedi ad applaudire. I due sembravano destinati a ritrovarsi in rossonero, tanto che già si ironizzava su «Milan al Milan» e invece Badelj potrebbe vestire la maglia azzurra.

DUTTILITÀ Già perché il Napoli sta seriamente pensando a Badelj per rinforzare il proprio centrocampo. Giuntoli, che lo stima da sempre, è rimasto folgorato dalla prestazione fornita da Badelj contro il Napoli nel giorno in cui, in pratica, gli azzurri hanno perso lo scudetto al Franchi. Da tempo, invece, il direttore sportivo del Napoli apprezza la duttilità tattica di Badelj, caratteristica che lo rende perfetto per Ancelotti visto che Carletto passa spesso dal centrocampo a due a quello a tre e viceversa. Badelj per giunta ha voglia di tornare a giocare la Champions che ha «assaggiato» con la Dinamo Zagabria, non chiede la luna (a Firenze guadagnava poco più di un milione) e in azzurro potrebbe firmare a cifre importanti un contratto di tre anni. Il vero ostacolo si chiama Juve: anche i bianconeri infatti sono sulle tracce del croato.

IDENTIKIT Il prossimo febbraio spegnerà le 30 candeline e dunque risponde perfettamente all’identikit tracciato mercoledì da De Laurentiis quando il presidente ha parlato di un rinforzo — chiesto da Ancelotti — meno giovane di quelli sui quali il Napoli punta di solito e che però abbia parametri accettabili peril club.Curiosamente, Badelj non sarebbe il primo giocatore a sbarcare in azzurro dalla Viola a parametro zero, nonostante il Napoli raramente prenda giocatoriascadenza di contratto con altri club. È infatti già successo in passato con Donadel e Santana, che però non hanno lasciato grandi tracce al San Paolo. Badelj potrebbe fare eccezione alla regola del non c’è due senza tre.

Gazzetta dello Sport

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