Uruguay, perché 4 stelle? Merito delle Olimpiadi

Per le Nazionali di calcio c’è una regola non scritta che prevede l’aggiunta di una stella al di sopra del proprio stemma per celebrare la vittoria di un Mondiale. Dando un’occhiata alle maglie delle squadre si possono notare infatti le 5 stelle sulla divisa del Brasile, le 4 su quelle dell’Italia e della Germania ed è così via dicendo per tutte le selezioni in grado di trionfare almeno una volta nella Coppa del Mondo. L’unica eccezione è rappresentata dall’Uruguay che mette in bella mostra ben 4 stelle, sebbene la Celeste abbia trionfato nella più grande competizione calcistica in sole due occasioni, nel 1930 e nel 1950. Perché, quindi, hanno due stelle in più? La risposta è semplice. L’AUF, la Federazione calcistica uruguaiana, ha “messo in conto” anche i due successi della Nazionale ai Giochi Olimpici di Parigi del 1924 e di Amsterdam 4 anni dopo. Quell’edizioni furono disputate in anticipo rispetto al primo storico Mondiale, disputato proprio nel Paese sudamericano, e considerati quasi alla pari dei successivi Campionati del Mondo, tanto che ad organizzarli fu la stessa FIFA. L’Uruguay li reputa della stessa importanza e ha deciso di affiancarli alle due affermazioni ufficiali, avvalorandoli anche con la tesi della meritocrazia. Secondo la Celeste quel doppio successo non può essere sottovalutato, visto che al torneo partecipavano, tra qualificazione e fase finale, ben 20 Nazionali, mentre alla rassegna del 1930 erano appena 13, di cui solo 4 provenienti dall’Europa.

Addirittura ancora più facile fu il cammino che portò la selezione allora guidata da Juan Lopez Fontana a trionfare 20 anni dopo in terra brasiliana. India, Scozia e Turchia si ritirarono ancora prima di cominciare e l’Uruguay vinse la Coppa senza nemmeno disputare la finale, ma vincendo il proprio girone. Diverso riconoscimento alle Olimpiadi organizzate dalla FIFA viene attribuito invece dal Belgio, campione a quella di Anversa del 1920. Sulla maglia dei Diavoli Rossi infatti, non si intravede alcuna stella a sottolineare quel successo lontano ormai quasi un secolo. Entrambe hanno comunque la possibilità in Russia di poter “aggiornare” la loro divisa, aggiungendoci un’altra piccola stella, ma la strada è ancora lunghissima.

Fonte: SkySport

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