Perché l’Italia poteva essere come la Croazia

Segnano, vincono, esultano. E come dargli torto dopo un 3-0 rifilato all’Argentina di Messi e soci? Prima Rebic, poi Modric. Chiude Rakitic. Perfetti, e lo spettro del fallimento Mondiale è ora solo un lontano ricordo. Sì, perché negli infiniti sliding doors che regala la vita, anche la federazione croata è riuscita a dare la svolta decisiva alla nazionale. Senza la paura di peggiorare la situazione. Con coraggio, e un esonero dell’ex Ct Cacic ad appena due giorni dalla sfida decisiva nelle qualificazioni. Lì il bivio, e quello che sarebbe potuto succedere ha lasciato il posto a quello che è effettivamente successo. È l’ottobre del 2017, i croati hanno appena pareggiato la penultima partita del girone 1-1 in casa contro una modesta Finlandia. Situazione critica. La classifica nel gruppo I dice allora l’Islanda prima, con subito dietro Croazia e Ucraina appaiate a quota 17, proprio prima dell’ultimo scontro diretto, e decisivo. Mancano due giorni allo “spareggio” di Kiev e lì arriva il cambio: out l’ormai vecchio Ct Cacic, e dentro Dalic. Quasi una pazzia. Ma serviva vincere. E serviva la svolta. Effettivamente arrivata prima in panchina e poi in campo, con un 2-0 decisivo per il secondo posto, quello che li ha portati al nuovo e vero playoff contro la Grecia, vinto. Anzi, stravinto. 4-1 all’andata e 0-0 al ritorno. Dunque il pass Mondiale e le due vittorie su due nel girone sulla carta più difficile di tutti. E se anche la Nazionale italiana avesse fatto la stessa scelta dopo il primo ko contro la Svezia?

Fonte: Sky

Segui il canale PianetAzzurro.it su WhatsApp, clicca qui