Al-Owairan, l’eroe rovinato da un gol Maradoniano

Anatomia di una corsa

Siamo sulla linea di metacampo quando Dirk Medved, forse l’unico a fiutare il pericolo nonostante la distanza dalla porta, tenta una forbice da terra, di quelle da rosso diretto se prendi bene l’avversario. Al-Owairan salta la tagliola con eleganza e prosegue oltre, con l’unico inconveniente di essere costretto a ridurre la velocità di crociera, dai 30km/h del suo picco massimo ai 23 con cui si trova a dover fronteggiare il secondo ostacolo che gli si para contro, Michel de Wolf e il suo timido abbozzo di scivolata. Saltato anche lui, siamo ormai alle soglie dell’area di rigore belga e adesso Al-Owairan punta con decisione Rudi Smidts, che parte malissimo perché lo affronta girato dalla parte sbagliata. Mentre cerca di ritrovare la postura ideale, il furbo Saeed gli fa pensare di volersi allargare verso l’esterno: il belga gira la testa da quella parte e Al-Owairan già non c’è più, si è infilato comodamente prendendosi l’interno.

Ormai vede la porta, a chiudergliela ci sono il centrale Philippe Albert, quello del gol decisivo all’Olanda, e Michel Preud’homme, che mai, quando l’aveva visto partire 70 metri prima, avrebbe immaginato di ritrovarselo di fronte ancora sulle sue gambe e col pallone tra i piedi. Poco importa, adesso: quell’uomo va fermato e l’idea che i due hanno è la stessa: sbarrargli la strada gettandosi a terra, Albert con un disperato tentativo di scivolata e Preud’homme con un’uscita bassa. Al-Owairan li imita e, da terra, calcia anticipandoli, dal basso verso l’alto. Quando si rialza, dà inizio alla sua genuina esultanza, con i palmi aperti e poi le dita a fare la V di vittoria, il sorriso smagliante dipinto sulla faccia. Il ritratto di un uomo semplice, persino umile nelle dichiarazioni a fine partita, quando rifiuta il paragone con Diego («Troppo onore») e divide i meriti con i compagni (ma quali? Chi li ha visti?) «bravi ad aprirmi il corridoio giusto».

Fonte: SkySport

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