Italia 90 e Francia 98, rigori fatali il 3 luglio

Per ogni regola che si rispetti, c’è sempre un’eccezione che la conferma. Vale anche per la maledizione azzurra dei calci di rigore. Dopo le tre eliminazioni consecutive ai Mondiali, arrivò una sorprendente vittoria proprio dagli undici metri agli Europei del 2000. In quell’occasione, era la semifinale contro i padroni di casa dell’Olanda, l’eroe fu Francesco Toldo, capace di parare tre penalty nella stessa partita. In quella serie segnarono Di Biagio, che si ripresentò dopo l’errore di due anni prima, e Totti che batté Van Der Saar con il suo famoso cucchiaio. La vera rivincita, però, arriverà nel 2006. Non era il 3 luglio, ma il 9, c’era ancora la Francia nel destino dell’Italia. Siamo a Berlino, il match – non uno qualunque ma la finale della Coppa del mondo – finisce 1-1, i supplementari anche. Si va ai calci di rigore e questa volta la sorte sorride agli azzurri. Per i francesi sbaglia Trezeguet, noi facciamo cinque su cinque ed è Fabio Grosso a farci esultare. Tabù rigori infranto? Neanche per sogno: andiamo fuori dopo i tiri dagli undici metri appena due anni dopo, contro la Spagna agli Europei. Così come ai rigori perdiamo nell’ultima competizione disputata, ancora gli Europei nel 2014, questa volta contro la Germania. I rigori di Zaza e Pellè fanno il giro del mondo, ma sbagliano anche Bonucci e Darmian. I tedeschi, a proposito di eccezioni che confermano una regola, riescono a batterci dopo eterne delusioni. Almeno quel giorno era il 2 luglio e non il 3.

Fonte: SkySport

Commenti

Questo articolo è stato letto 462 volte