
C’erano una volta Romelu, Eden, Kevin e… José. Al Chelsea, un tridente tutto belga che prometteva tanto ma che non è mai stato impiegato con continuità. Vuoi proprio per la giovane età dei tre (nel 2012 Lukaku era poco più che maggiorenne, Hazard e De Bruyne avevano 21 anni) o per le decisioni di Mourinho, sta di fatto che le attese sui tre non sono state confermate. Almeno, non ai Blues, non per tutti. Solo uno, il capitano del miracoloso (fino a un certo punto) Belgio del Mondiale 2018, si è affermato come top player al Chelsea, mentre gli altri due sono trascinatori tanto in Nazionale quanto nei loro rispettivi club. Sempre in Inghilterra, in quella Premier League che è un concentrato di grandissimi calciatori, entrambi a Manchester: Lukaku allo United, De Bruyne al City. Il centravanti, tra l’altro, proprio con José Mourinho in panchina. Il lavoro del portoghese sta funzionando sul suo numero 9, così come è funzionato su Hazard ai tempi del Chelsea, dandogli basi tattiche e sulle coperture difensive che gli hanno permesso di risultare ancora più devastante quando accelera, parte e attacca la porta. Giocatore a tutto campo: attaccante con Conte nei Blues, esterno ultra offensivo in un Belgio a trazione anteriore che ha annientato ed eliminato il Brasile.
Il paradosso De Bruyne
L’unico su cui Mourinho non ha lavorato a pieno è stato proprio “l’unico” marcatore belga di Brasile-Belgio: Kevin De Bruyne. Faccia da bravo ragazzo ma talento ormai totalmente esploso con il rivale di sempre di José Mourinho: Pep Guardiola. Una sorta di paradosso, nemesi catalana dell’allenatore portoghese che non ha saputo (o potuto) aspettare i colpi e la genialità a tutto campo di De Bruyne, diventato giocatore indispensabile per Guardiola così come per il suo Ct Martinez: nei due di centrocampo o nei tre davanti, il giocatore del City è diventato a 27 anni uno dei centrocampisti più forti del mondo, se non il più devastante di tutto. Talento, filtro, corsa e una capacità di trovare sempre, in qualunque occasione, la giocata perfetta nel momento più adatto. Una verticalizzazione, un assist, un gol: uomo in più di un Belgio da semifinale Mondiale che è un concentrato di talento dalla cintola in su. Con quei tre che (insieme) sono stati bocciati da Mourinho e che oggi sono a un passo dal miglior traguardo di sempre nella storia della Nazionale belga.
I numeri di Lukaku e De Bruyne, dal Chelsea a Manchester
| Giocatore | Presenze | Gol/Assist | Squadra |
| Kevin De Bruyne | 9 | 0/1 | Chelsea |
| Romelu Lukaku | 15 | 0/1 | Chelsea |
Fonte: SkySport
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