Caso Erdogan, Özil ‏lascia la nazionale tedesca

“Ho due cuori, uno tedesco e uno turco”

Özil ha innanzitutto chiarito che dietro la foto con Erdogan non vi era alcuno scopo politico o propagandistico: “Come molte altre persone, le mie origini risalgono a più di un Paese. Sono cresciuto in Germania, ma la storia della mia famiglia inizia dalla Turchia. Ho due cuori, uno tedesco e uno turco. Durante la mia infanzia, mia madre mi ha insegnato che devo sempre essere rispettoso e non dimenticare da dove sono venuto. Valori in cui credo ancora oggi. Sono consapevole – ha aggiunto Özil – che la nostra fotografia ha ricevuto un forte riscontro nei media nazionali: sebbene alcune persone mi hanno accusato di essere bugiardo o ingannevole, quell’immagine non contiene nessun messaggio politico, ma era solo un segnale di rispetto alla più alta carica del Paese della mia famiglia: con lui abbiamo parlato solo di calcio, visto che da ragazzo è stato un calciatore anche lui. Non incontrarlo – ha specificato – sarebbe stata una mancanza di rispetto verso i miei antenati”.

Lo sfogo contro i media tedeschi

Özil ha vissuto male le settimane che hanno preceduto il Mondiale e quelle in cui lo ha giocato: in Germania era stata anche pubblicata una petizione per escludere lui e Gundogan dalla squadra; Özil e il centrocampista del City erano stati fischiati durante le amichevoli di preparazione. Il Mondiale disastroso della squadra di Löw ha fatto il resto: “Capisco ed accetto le critiche che riguardano le mie prestazioni. Anzi, mi spingono a migliorare. Ma non posso accettare gli sfoghi dei giornali tedeschi, che accusano le mie doppie origini. Perché sono stati scelti il mio nome e la mia foto come diretta spiegazione della nostra eliminazione in Russia? È stato stucchevole anche il diverso metro di giudizio adottato dai media: anche Matthaus ha incontrato un altro leader mondiale (il riferimento è a Putin), ma non gli è stato detto niente”.

Fonte: Sky

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