Borriello: “Alla Spal da separato in casa”

“Da ipocrita andare allo stadio”

Borriello poi svela i motivi della sua lunga assenza dallo stadio: “Sarei stato un ipocrita, sorridere in maniera finta ad un allenatore che mi aveva messo da parte e a quei tifosi che mi insultavano. Un giorno mi hanno anche aggredito per strada. Tutta la settimana ero sempre a Ferrara, allenandomi due volte al giorno cambiandomi in uno spogliatoio diverso rispetto ai miei compagni per volere della società. Accettai l’umiliazione nell’interesse della Spal, mettendomi l’orgoglio in tasca.  Nella settimana che portava all’ultima partita ero pronto, ma il magazziniere mi disse di continuare ad usare uno spogliatoio diverso. Mi hanno anche negato di partecipare alla partita d’addio di Pirlo”.

Capitolo Cagliari

L’attaccante italiano poi si sofferma sull’esperienza di Cagliari: “Sono stato benissimo, ho grande rispetto per il popolo sardo. Il contratto prevedeva un fisso più 50.000 euro netti a ogni gol. Pensai: ‘Il presidente è un folle oppure non crede in me’. Segnai tantissimo, ad aprile ero a quota 16. Mancavano 5 giornate e la gente sperava che battessi il mio record personale di 19 gol. Il turno seguente giochiamo contro il Pescara e c’è un rigore per noi. I tifosi invocano il mio nome, ma Rastelli a sorpresa indica Joao Pedro: quanti fischi dagli spalti. Per me fu come una coltellata, lì per lì non compresi ma quando arrivò da me Capozucca in lacrime, si illuminò tutto. Giulini gli aveva detto che non l’avrebbe confermato, poi il direttore mi fece vedere un messaggio del presidente: ‘Borriello deve uscire alla fine del primo tempo’. E lì capii la scelta del rigore: Giulini non voleva più che io segnassi. A Sassuolo litigai con Joao Pedro dopo che si permise di dirmi ‘stai zitto e corri’ durante la partita. All’inizio della stagione seguente il presidente voleva cambiare il mio contratto alzando la parte fissa e togliendomi il premio legato ai gol, non accettai e lui se la prese. Il clima non era bello, non parlavo con i brasiliani e dieci giorni prima dell’inizio del campionato chiesi la cessione. Arrivarono le offerte di Bologna, Genoa, Brescia, Spal, Benevento e Olympiacos. Stavo chiudendo col Bologna, poi la trattativa saltò e alla fine scelsi la Spal. Adesso sono un leone ferito, ma non vedo l’ora di ripartire”.

Fonte: SkySport

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