Zajc, che sorpresa. Napoli, ogni tiro subito è gol

Senza tirare in porta, non si segna. Lo sanno bene i tanti attaccanti ancora a secco in questo inizio di campionato e lo ricorda ogni volta che scende in campo anche Cristiano Ronaldo. Tutti aspettano la sua prima rete in bianconero e lui nel frattempo ci prova in tutti i modi: 23 conclusioni totali in tre partite (nessuno come lui, con Edin Dzeko secondo che si ferma a 17); nove dei quali nello specchio. Se si parlasse di percentuale di conversione saremmo sotto al 40%, ma liberarsi costantemente lo spazio per mettere in difficoltà il portiere avversario è una nota di merito in uno sport in cui soltanto poche sporadiche azioni terminano con una conclusione in porta. Anche perché, come già ribadito: senza conclusioni è impossibile pensare di fare gol. Tentare il tiro da una zona favorevole di campo però, può fare comodo. Per questo a guardare le chiare occasioni da gol si capisce quante volte Ronaldo in realtà si sia “creato” da solo lo spazio per colpire: tre partite, una sola chiara occasione da gol. Tutte le altre invece sono arrivate grazie a giocate da lontano, a tentativi che in molti non avrebbero neanche immaginato. L’unico vero, invece, lo ricordiamo tutti, è arrivato contro la Lazio: la palla batte sul tacco del piede sbagliato, si impenna e ad approfittarne è Mario Mandzukic, che di chiare occasioni ne ha già avute quattro (primo in tutta la Serie A). Chissà se CR7, guardando ai dati, non provi un po’ di invidia per il momento vissuto da un giovane talento come Piatek: per lui quattro tiri nello specchio, tre gol. Una media di conversione complicata da mantenere quando i numeri diventeranno più corposi, ma che lancia un segnale chiaro: il venerdì polacco (il significato del nome del bomber genoano è proprio quello) è un predestinato. 

Fonte: SkySport

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