La prima Italia del Mancio: cosa va e cosa non va

Cosa non va

Era la grande scommessa della serata, ma Mancini aveva messo subito le mani avanti, ricordando come Balotelli abbia bisogno di tempo per ritrovare la forma migliore. Mario ne dà conferma in un’ora di gioco in cui tocca in tutto 12 palloni senza essere mai pericoloso. Non un guizzo che possa aiutarlo a salvare la sua partita. Certo, a voler ribaltare il ragionamento si potrebbe dire che Balotelli non gira perché nulla gira intorno a lui.

Per questo motivo, ritrovare gli spunti dei nostri creativi migliori dev’essere e sarà la missione di Mancini, specialmente dopo la serata senza idee di Insigne e Bernardeschi. Ogni tanto la lampadina si accende, ma sono lampi che durano poco. Bernardeschi va anche vicino al gol, ma alla lunga si spegne del tutto; Insigne non riesce a imporsi come leader tecnico, e la sostituzione con Chiesa, alla luce di quanto prodotto in 20’ dal compagno, non fa che rendere ancora più negativo il bilancio della sua gara. Parlando di idee, luce e creatività, doveroso inserire nel gruppo anche Jorginho, che trasforma il rigore del pareggio ma soffre terribilmente la marcatura stretta dell’ex compagno Zielinski, sbagliando appoggi per lui elementari (da una sua palla persa due volte nasce il gol del vantaggio della Polonia). Le conseguenze si ripercuotono a cascata su tutta la manovra, spezzettata a causa dei tanti errori tecnici o rallentata dalla scelta sbagliata nella giocata. Ecco spiegata un’Italia che andava spesso a tentoni: per fortuna si tratta solo di ritrovare l’interruttore.

Fonte: SkySport

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