Juventus-Bologna, le chiavi tattiche della sfida

Lo stretto 5-3-2 difensivo del Bologna contro la Roma

Il baricentro della squadra è sempre piuttosto basso, per congestionare gli spazi e togliere profondità; contro la Roma, ad esempio, il baricentro si è situato a soli 43 metri, con una distanza media tra il reparto arretrato e gli attaccanti pari a circa 24 metri, a dimostrazione dell’estrema densità dell’intera squadra. Non bisogna tuttavia pensare che il Bologna si limiti ad ammassare giocatori davanti a Skorupski: quella dei rossoblu è una fase difensiva organizzata in cui le distanze tra i calciatori sono sempre rispettate e i tempi di uscita e copertura reciproca sono piuttosto precisi. Il perno della difesa è l’ex Udinese Danilo, da anni abituato a giocare da centrale di una linea dispari.

Infortunatosi Helander, il giovane Calabresi ha guadagnato il posto da titolare ai danni dal costaricense Gonzalez nella partita contro la Roma, completando con De Maio il terzetto arretrato. Supportati dagli esterni, i tre difensori riescono a proteggere il centro dell’area e, al contempo, a marcare in maniera aggressiva i propri riferimenti offensivi, forti dell’equilibrio e della copertura fornita dagli altri componenti della linea a 5.

In fase di non possesso è richiesto un grosso contributo dinamico ai centrocampisti, e, in particolar modo, alle due mezzali che, con gli esterni che rimangono bloccati in basso, hanno il compito di difendere sugli esterni bassi avversari, per poi ripiegare velocemente in mezzo, appena la palla torna verso il centro del campo. Anche gli attaccanti sono pienamente coinvolti nella fase difensiva, abbassandosi e, schierandosi prevalentemente in orizzontale, provano a schermare il centro per dirottare la manovra avversaria verso l’esterno. La strategia difensiva di Inzaghi sta in qualche maniera funzionando: in 2 partite su 5 la sua squadra non ha subito gol e il dato delle reti subite, 5, è in qualche maniera “drogato” dalle 3 subite negli ultimi 20 minuti della partita persa contro l’Inter (dove comunque la squadra si era difesa bene, prima di sciogliersi nel finale).

I problemi principali, tuttavia, sono in attacco. Il Bologna è la peggiore squadra della Serie A per tiri nello specchio assieme al Frosinone (1.8 a partita) e, fino al match contro la Roma, il gol era stato un vero miraggio. Centrando la propria identità su una fase difensiva attenta e dal baricentro basso, il Bologna punta molte delle proprie chance offensive sulle ripartenze e sullo sfruttamento dei calci piazzati.

L’idea di Inzaghi è di risalire velocemente il campo appena dopo il recupero del pallone, giocando direttamente sulle punte, che avrebbero il compito di far avanzare il resto della squadra. In alternativa il Bologna punta sulle corse sulle fasce degli esterni di gamba a disposizione: Mattiello sulla destra, Dijks o Krejci sulla sinistra. Tuttavia, nonostante il grosso lavoro dell’infaticabile centravanti paraguaiano Santander, il piano di Inzaghi, almeno fino alla partita contro la Roma, non ha funzionato, specie a causa della modesta qualità degli interpreti.

Fonte: SkySport

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