
Un addio arrivato all’alba della nona stagione. Pochi giorni dopo essere stato premiato come miglior dirigente europeo. Non è la fine di un rapporto deciso consensualmente. Si tratta di un allontanamento, una scelta di Andrea Agnelli che Marotta non si aspettava, almeno non nell’immediato. È vero che nell’ultimo periodo ci sono state tensioni e differenze di vedute nella gestione del club (più prudente Marotta, più aggressivo Agnelli con Paratici), ma le modalità e i tempi hanno sorpreso e deluso Marotta.
Beppe Marotta non sarà nella nuova lista dei consiglieri d amministrazione, ma presto non sarà nemmeno il direttore dell’area tecnica. Il presidente Agnelli vuole dare spazio a una nuova generazione di dirigenti quarantenni che devono prendere in mano la Juventus.
Chi arriverà al suo posto?
A breve non ci saranno nuovi inserimenti. Il triumvirato che gestirà la Juve in questa nuova fase è composto da Agnelli, Paratici e da Pavel Nedved. Importantissima la figura di Nedved, che Agnelli ritiene pronto per il grande salto da dirigente vero, non solo da uomo immagine. Agnelli pensa che il gruppo dirigente debba ringiovanirsi e diventare più ambizioso e più rivolto verso il mercato globale e non solo all’Italia. Per Marotta di fatto è già iniziato il futuro lontano dalla Juventus. Di certo non andrà in FIGC, e, nell’immediato non lo vedremo dietro altre scrivanie. Ma con altrettanta certezza prima o dopo tornerà a svolgere ad alti livelli la sua professione. Il curriculum e i risultati ottenuti in questi anni sono chiavi che aprono qualsiasi porta
Fonte: SkySport

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