Grobbelaar shock: “Ho ucciso tante persone”

Quella notte all’Heysel

Il calcio ha rappresentato un’ancora di salvezza per l’ex portiere del Liverpool, celebre sul campo per la sua danza ipnotica esibita in occasione dei calci di rigore nella finale di Coppa dei Campioni giocata e vinta a Roma contro i giallorossi nel 1984. In Inghilterra Grobbelaar era arrivato dopo la fuga in Canada a guerra finita, nel dicembre 1979, e la chiamata di Bob Paisley che l’aveva notato nel Crewe Alexandra. “Il calcio mi ha davvero salvato dalla depressione e ha allontanato i pensieri oscuri della guerra – ha spiegato lui – i tifosi del Liverpool mi chiamavano Jungleman, uomo della giungla. Dicevano che non ero bianco, che ero un nero con la pelle bianca”. Da calciatore Grobbelaar ha vinto sei Premier League, tre FA Cup, tre coppe di Lega inglese, cinque Charity Shield e una Coppa dei Campioni, ma nel privato ha vissuto un’epoca drammatica che oggi ha ripreso a far discutere. Come il fantasma che lo accompagna anche nel calcio, quello della tragica notte dell’Heysel: “Quella giornata è stata peggio della guerra. Nei boschi sapevi che cosa poteva succedere, all’Heysel c’erano persone innocenti, sentivi le tribune cadere in rovina e vedere i corpi era tremendo. Ho visto i volti schiacciati delle persone contro il cancello, sono andato a prendere la palla e ho urlato a una poliziotta: ‘Apri il cancello’. Ma lei mi rispose: ‘Non ho la chiave'”.

Fonte: Sky

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