Serie A, le migliori giocate della 7^ giornata

Dopo un inizio di stagione difficile (4 punti nelle prime 4 partite), l’Inter sembra aver preso il passo giusto e, considerando anche la vittoria al cardiopalma in Champions League con il Tottenham (grazie al gol del 2-1 di Vecino, arrivato nei minuti di recupero), è a 4 successi consecutivi. Adesso, con 13 punti in campionato è quella più in alto tra le squadre che ci aspettavamo in lotta per il terzo e quarto posto a inizio stagione, e anche se il prossimo pezzetto di stagione che aspetta la squadra di Spalletti è piuttosto impegnativo (dopo PSV e Spal ci sono il derby con il Milan, poi il Barça e poi la Lazio) c’è più di un motivo per sorridere. Tanto per cominciare, i nuovi arrivati hanno già iniziato a dare un contributo importante. Contro il Cagliari sia Nainggolan che Lautaro Martinez che Politano hanno regalato giocate meritevoli di entrare in questa rubrica.

Ovviamente, va data la priorità allo splendido gol dell’ex ala del Sassuolo, arrivato quest’estate senza generare grande entusiasmo ma che dall’inizio Spalletti ha inserito nell’XI titolare. Matteo Politano è uno di quei calciatori che sembrano sempre tirare troppo. Ci prova da ogni posizione, praticamente ogni volta che è libero di caricare il sinistro. In realtà, con 16 tiri in totale, è lontano sia dalle vette di Cristiano Ronaldo (54, anche se con l’equivalente di quasi due partite in più a disposizione) sia da giocatori come Insigne e Dzeko (rispettivamente 33 e 30, entrambi con un’ora di gioco in più accumulata), ma se Politano dà l’impressione di provarci anche quando non deve è perché è in effetti si prende responsabilità a volte troppo grandi, provando soluzioni difficili, per non dire improbabili. Tirare di collo al volo sul secondo palo, ad esempio, con l’area di rigore ancora piena dopo un calcio d’angolo, dopo aver sbagliato il controllo per di più, non è consigliabile a chi non voglia correre il rischio di fare una brutta figura. Ma Politano prova anche questo genere di tiri (era il quinto della sua partita e prima del fischio finale avrebbe tirato di nuovo, provando un pallonetto impossibile dal limite dell’area….) e quando il suo coraggio viene ripagato, magari anche con una leggera deviazione di Pavoletti, non possiamo che esserne felici.

In questa stessa partita Lautaro Martinez, oltre a un gol di testa per niente facile, ha regalato splendide protezioni del pallone e rifiniture di qualità, tipo la rovesciata con cui dal centro apre la parte destra di campo a Nainggolan. Lo stesso belga merita una menzione in questa puntata per almeno due azioni: quella in cui ha strappato una palla a Barella, considerato il suo erede per il gioco dinamico e aggressivo, con il suo iconico colpo di tacco in scivolata; e quella in cui mette in porta Candreva con un tocco di prima meraviglioso su una palla di Politano proveniente da sinistra (Candreva, poi, calcia sul piede di Cragno in uscita). Al di là del tocco in sé, che a seconda del gusto può piacere moltissimo o passare inosservato, ne approfittiamo per notare come di Nainggolan si parli spesso per le doti fisiche e, meno spesso, per quelle tecniche. Ma è la sua sensibilità nell’utilizzare il collo del piede che gli permette di giocare a velocità così elevate e in una posizione ibrida di mezzala/trequartista. Nainggolan controllerebbe di collo anche una pallina da tennis in caduta libera dall’ultimo piano del Pirellone e anche se è vero che, piazzato a ridosso della difesa avversaria, è un pericolo costante quando l’Inter pressa per recuperare palla, è vero anche che con la sua elasticità e la sua tecnica ha un raggio d’azione praticamente a 360°. Ed è questa la cosa davvero eccezionale. Per questo non basta mettere una qualsiasi mezzala incontrista sulla trequarti di campo affinché contribuisca anche in zona gol. Giocatori versatili come Nainggolan – tipo Vidal, anche se con qualità tecniche diverse, e forse Cristante – non sono così frequenti.

Il Milan porta Kessie ad un passo dal gol 

Fonte: SkySport

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