Alla scoperta di Eindhoven: la “Milano d’Olanda”

“Carina, tranquilla, pulitissima. Ma non ci vivrei…”. Se la classica recensione su Eindhoven appartiene alla categoria “un week-end basta e avanza” figuratevi di lunedì, martedì, mercoledì, adesso che “l’aria è diventata massiccia” – per usare l’espressione di Luciano Spalletti nella conferenza stampa della vigilia – e la clér dei negozi è già tappata alle 19, l’ora del coprifuoco. Ma allora perché sarebbe “la Milano d’Olanda”, cosa hanno in comune Milano e Eindhoven? Il tempo, forse? Di sicuro non il numero di biciclette (1-0 per il Psv) e la quantità delle cose belle da vedere (pareggio dell’Inter); non incartiamoci sul cibo, che sarebbe un massacro; e lasciamo stare i volgarissimi paragoni tra olandesi e italiane. Proviamo a metterle sullo stesso piano: sul design. Gli olandesi sostengono di avere l’Academy più importante del mondo, però dovranno spiegarci perché la piazza più cool della città (18 Septemberplein, piena di mercatini, dove si mangia un buon pollo arrosto e pesce fritto a volontà) è tutta di marca italica: l’Admirant Entrance Building (il “Blob”) e i grandi magazzini Bijenkorf sono opera – rispettivamente – del romano Massimiliano Fuksas e di Giò Ponti, milanese. Inter in vantaggio, 1-2…

Fonte: Sky

Commenti

Questo articolo è stato letto 98 volte