Mou, 3 minuti di conferenza e monosillabi

Quando si tratta di José Mourinho il sospetto è sempre dietro l’angolo: non è che ci sta prendendo in giro? L’ultima trovata dello Special One è stata la convocazione della conferenza stampa pre-match (il Manchester United gioca sabato contro il Newcastle) alle 8 del mattino, costringendo chi avesse voluto seguirlo alla levataccia.
A Mourinho è sempre piaciuto provocare, “dare spettacolo” (più fuori dal campo che dentro, se vogliamo essere onesti), ma adesso – forse che senta che la sua avventura allo United sia quasi al capolinea? – sembra farlo più del solito. Si era appena preso le prime pagine, in Inghilterra, con la conferenza in cui aveva risposto alla domanda su Zidane “girandola” a un altro giornalista, secondo lui più informato sui fatti, quando è immediatamente tornato a far parlare di sé con la conferenza-colazione più veloce della storia.

3 minuti e 32 secondi di conferenza

Sì, perché se l’appuntamento era per le 8 del mattino, alle 8:04 aveva già congedato tutti, rispondendo a sei domande nel giro di 3 minuti e 32 secondi. Un record, nel suo genere, forse l’unico a cui può puntare l’allenatore portoghese in questa stagione partita così male e che non sa se finirà in sella allo United. Contro il Newcastle sarà, ancora una volta, scontro decisivo per la sua panchina: in caso di ko, secondo il Sun, sarà esonero certo, e sarebbe un bello scherzo del destino se a servirglielo fosse proprio l’allenatore dei Magpies, Rafa Benitez, “nemico” di Mou fin da quando gli subentrò all’Inter nella stagione post-Triplete facendo di tutto perché l’ambiente nerazzurro lo dimenticasse e chiudesse quella parentesi (si narra ancora oggi delle fotografie dei successi interisti nel 2010 presenti ad Appiano e fatte sparire da Benitez, per non dire dei contrasti con Materazzi, uno degli eroi di quell’annata nonché fedelissimo di Mourinho).

Banal One

Alla vigilia di una sfida tanto delicata, però, Mourinho ha trovato comunque il modo di divertirsi, perché a questo punto l’ipotesi più probabile, che sostengono anche molti opinionisti in Inghilterra è proprio quella del Mourinho impegnato a prendere in giro i giornalisti, con cui il rapporto non è mai stato amichevole. Ecco spiegata la convocazione alle 8, così come le risposte a monosillabi rilasciate. Pura provocazione, nel classico atteggiamento di sfida. “Perché stiamo facendo così male? Per tante ragioni”, senza spiegarne nemmeno una. Oppure: se non vincesse contro il Newcastle sarebbe la quinta gara di file senza vittoria, gli fanno notare. “Accetto”, la risposta. Mourinho sta facendo “mind games”, giochi mentali, come li chiamano da quelle parti, con il chiaro intento di irritare, è la tesi più diffusa. Circondato da nemici nel suo stesso spogliatoio e sottoposto a fortissime pressioni oramai da settimane, lo Special One si “diverte” a diventare improvvisamente banale.
“Possiamo fare molto meglio e per riuscirci abbiamo bisogno di punti, di quelli che abbiamo perso nelle ultime due gare di Premier. Abbiamo raccolto solo un punto su sei e sappiamo che per migliorare la nostra posizione abbiamo bisogno di prenderne tre domani”. O ancora, cose tipo “Domani è molto importante vincere” e “Ci aspetta una partita molto difficile”. Risposte non da Mou; o meglio, non quello a cui eravamo abituati.

Fonte: Sky

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