Guardiola: “Futuro in Italia? Perché no”

In attesa che un giorno arrivi in Italia, Pep Guardiola ha individuato un allenatore che in Serie A c’è già e per cui nutre una forte ammirazione per il modo in cui fa giocare la sua squadra: Roberto De Zerbi. “Ogni campionato ha le sue caratteristiche – spiega il 47enne catalano in un discorso ampio sulle differenze tra i vari campionati -. In Spagna è molto chiaro il modo in cui uno vuole giocare, ma è dificile fare una valutazione generale. Quando vedo il Sassuolo, ad esempio, mi dà subito la sensazione di voler proporre un calcio propositivo, mentre altri mister preferiscono aspettare. Di De Zerbi mi hanno parlato benissimo, questa è una generazione molto più preparata rispetto alla nostra. In Italia ci sono tanti talenti sia in campo che in panchina. Non sono sorpreso, infatti, dell’approccio di Sarri alla Premier”. Un complimento che farà certamente piacere all’allenatore dei neroverdi, protagonista di un ottimo avvio di campionato – 13 punti in 8 giornate – e che di Guardiola ha fatto uno dei propri punti di riferimento. In primis per la mancata ossessione del modulo di gioco. 4-3-3 o 4-2-3-1 poco importa, ciò che conta è l’atteggiamento e che consiste in un mix di possesso palla, pressing alto e occupazione degli spazi. L’allenatore del Manchester City non è, però, l’unica guida da cui De Zerbi ha studiato e appreso alcuni dettami tattici fondamentali. Anche lui, infatti, come Sarri predilige impostare l’azione fin dal portiere e dà grande attenzione alle palle inattive. Il gioco in orizzontale è un dogma, ma l’atteggiamento difensivo aggressivo degli avversari può ‘concedere’ alcune volte anche la scelta del passaggio in verticale. Di un altro grande cultore del calcio, come Zeman, ha poco in comune, se non la propensione offensiva e il passato a Foggia, mentre pone grande attenzione nella cura dei dettagli, una caratteristica che lo accomuna a un altro allenatore molto giovane e che sta facendo benissimo: il tedesco Nagelsmann. Un’infinità di statistiche, video e situazioni di gioco studiate in modo maniacale, oltre all’apporto fondamentale del match analyst.

Fonte: SkySport

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