Marcello Nicchi: “Il protocollo Var non è cambiato, la discrezionalità fa parte del gioco. Gavillucci? La domanda di riserva…?”

A Radio Marte nella trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Marcello Nicchi, presidente AIA

“L’arbitro è un soggetto indispensabile e siamo abituati ad ascoltare le critiche perchè attraverso le critiche si cresce. Per il bene del calcio e per gli utenti, serve il valore di gruppo. La discrezionalità fa parte del gioco, anche quando un calciatore decide di passare il pallone a destra o a sinistra è discrezionalità. Gli arbitri devono applicare al meglio il protocollo, poi bisogna anche avere comprensione perchè può capitare di sbagliare qualcosa.

Fallo su Dybala? Non parlo di casi specifici, dico però che gli arbitri provano ad essere uniformi, ma non bisogna dimenticare che siamo all’inizio del secondo anno di applicazione del Var e c’è sempre qualcosa da migliorare. Questo strumento ha portato grande giustizia e affidabilità nello svolgimento di una partita di calcio. Poi, la perfezione non è di questo mondo, ma ci siamo abbastanza vicini.

Le cose da migliorare? Bisogna fare chiarezza: il protocollo non è cambiato, gli argomenti e l’applicabilità non sono cambiati. Poi, quando le cose funzionano, si prova a fare un passo in avanti e torniamo sempre alla famosa discrezionalità. Una macchina non può stabilire la forza di un contatto e il calcio è un gioco di contatto per cui in tv ogni contatto può apparire come un fallo, in campo invece magari è fallo. La Var ha già fatto tanta giustizia perchè le partite si giocano diversamente e c’è più collaborazione, anche col pubblico per cui passi in avanti sono stati fatti. L’area di rigore era diventata una piscina in cui tutti su buttavano e pure tutte quelle ammonizioni stupide sono state azzerate.

Solo la Fifa e Uefa possono fare delle richieste per modificare il protocollo. Noi invece possiamo informare, e lo facciamo, circa la nostra applicazione e ad esempio ricordate la tripla sanzione sul portiere? Per noi non aveva senso prendere 3 sanzioni per un fallo del portiere e per fortuna è stato cambiato quel protocollo.

Orsato degradato? E’ un compito che spetta al designatore, ma vi assicuro che Orsato resta uno dei migliori arbitri italiani in Italia, in Europa e nel mondo. E’ uno dei 24 favolosi arbitri italiani, poi è chiaro che il designatore fa le sue scelte. Per noi non esistono squadroni o squadrette e quindi l’arbitro deve fare bene sempre, in ogni partita. Fortunatamente tutti gli arbitri italiani sono bravi, alcuni hanno più esperienza.

Gavillucci? Avete una domanda di riserva?

Mi piace questa serenità, non sono quasi mai nervoso, sono una persona di sport e do l’importanza giusta ad ogni cosa”.

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