Rafinha: “Pensavo di restare all’Inter”

Il destino, certe volte, sembra poter dominare tutto. E’ stato così nel caso di Rafinha, che nella seconda parte della passata stagione è stato protagonista assoluto della qualificazione in Champions League dell’Inter. Un impatto determinante quello del centrocampista brasiliano, che al termine dell’annata non è però stato riscattato dalla società nerazzurra, facendo ritorno al Barcellona proprietario del cartellino. E con il club blaugrana, esattamente in Champions League, ha messo a segno il suo primo gol stagionale proprio contro l’Inter. Sensazioni contrastanti per Rafinha, che nel corso di una lunga intervista concessa al Corriere dello Sport ha parlato della rete siglata al Camp Nou contro gli ex compagni e della dolorosa fine del rapporto con i nerazzurri. “Ho vissuto emozioni contrastanti – ha spiegato Rafinha -, da un lato ho sentito una grande gioia per aver segnato un gol per la mia squadra. Ma dall’altra parte ho provato grande rispetto nei confronti dei miei vecchi compagni, per questo motivo mi è venuto naturale non esultare. Dopo la rete mi sono anche scambiato la bottiglia d’acqua con Handanovic, è stato un gesto spontaneo. Se con Samir non avessi avuto un rapporto di amicizia, non gli avrei mai chiesto di passarmi l’acqua. La vigilia della partita è stata speciale e allo stesso tempo strana. Soltanto pochi mesi prima di scendere in campo contro di loro, lottavo insieme a dei compagni fantastici per raggiungere un obiettivo. Poi me li sono ritrovati di fronte come avversari: è stato emozionante. Se le cose fossero andate come pensavo, magari avrei giocato questa partita con l’altra maglia. Ma così non è stato e adesso sono felice e motivato di essere al Barcellona. Sinceramente ero convinto che sarei rimasto all’Inter, ma è andata in un altro modo. Hanno preferito altri giocatori, quindi non resta che andare avanti”.   

Nerazzurri nel cuore

Nonostante la mancata conferma, tanta riconoscenza da parte di Rafinha, che con l’Inter si è rilanciato dopo un lungo stop per un grave infortunio. “Dai tifosi nerazzurri mi sono sempre sentito appoggiato, sin dall’inizio. Mi hanno dato tanto affetto – ha proseguito il brasiliano – e per questo li ringrazio tantissimo: sono rimasti nel mio cuore. Così come per i tifosi, anche l’affetto e la riconoscenza che provo per l’Inter continua. Questo deriva dal fatto che mi hanno accolto in un periodo particolare, dopo nove mesi di inattività. Hanno gestito la mia convalescenza benissimo, lanciandomi piano piano. Quando sono arrivato avevo pochi minuti nella gambe e volevo assolutamente recuperare le migliori sensazioni nel più breve tempo possibile. La mia idea era quella di un progetto lungo all’Inter, ma non è andata così. Non c’è stato un momento preciso nel quale mi sono reso conto che le cose sarebbero andate in un certo modo: vedevo che passavano le settimane e mettevano sotto contratto altri giocatori, tutto qui. Spalletti? Con lui non ho parlato di questa questione, quando dico che è diretto mi riferisco al suo modo di dirigere il gruppo”.

Radja? Nessun rancore

Nessun rancore, in ogni caso, per il centrocampista brasiliano, che in nerazzurro è stato sostituito da Radja Nainggolan, proprio il giocatore che all’Olimpico di Roma aveva provocato il suo infortunio. “Io sono convinto che l’infortunio mi abbia migliorato come calciatore e come professionista. ‘Nessun male viene senza portare un insegnamento’, questa frase l’ho fatta mia dopo quell’episodio. Il contrasto con Nainggolan? Lui mirava il pallone, ma alla fine ha preso me. Sono cose che capitano, nel calcio gli infortuni ci stanno. A Radja auguro di vincere molto con l’Inter, non sono una persona che serba rancore. Dopo quell’infortunio mi aveva anche mandato un messaggio”.

Milano e la Serie A

In chiusura Rafinha ha parlato del suo rapporto con la città di Milano, prima di dare un giudizio sulla Serie A e commentare l’avvento di Steven Zhang alla presidenza dell’Inter. “Milano è una città meravigliosa. Io abitavo nel quartiere di City Life e mi sono innamorato della città, soprattutto dei Navigli. In più a Milano ho ritrovato Mauro Icardi, con il quale avevo condiviso l’esperienza nella cantera del Barcellona. Lui mi ha aiutato moltissimo ad ambientarmi. Lui è pazzesco, è sempre stato così: gli dai il pallone e inevitabilmente segna. La Serie A? E’ un campionato che ha fatto un salto di qualità. A me avevano parlato di un tatticismo esasperato, invece mi è piaciuto tutto. Cristiano Ronaldo? Un mostro, un giocatore con una facilità ad andare a segno unica. Ma io preferisco Messi, per me è il migliore della storia. Leo è magico, non ho mai visto nessuno fare ciò che fa lui. Cosa penso di Steven Zhang presidente? Conoscerlo, all’inizio, mi ha sorpreso. Si impiega poco tempo però a capirne l’intelligenza, la saggezza e la serietà. Con queste qualità gestisce una società alla quale si sente legatissimo. Lo rispetto moltissimo, per noi calciatori era un punto di riferimento fondamentale. L’Inter non è così lontana dalla Juventus, il progetto è ottimo. Se ci fosse l’opportunità di tornare cosa farei? Non mi piace ragionare con i se – ha concluso Rafinha -, in nerazzurro ho vissuto una grande esperienza e nel mio cuore ci sarà sempre uno spazio per l’Inter“.

Fonte: SkySport

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