I momenti più belli di Pogba con la Juventus

Paul Pogba arriva a Torino praticamente sconosciuto al grande pubblico, portato da Raiola e Marotta. Antonio Conte, appena lo vede, capisce il suo talento: fin dai primi allenamenti lo mette sotto, lo vuole più cattivo, sempre. Anche se ha solo 19 anni e appena 200 minuti scarsi tra i professionisti, Conte lo promuove subito come come vice-Pirlo, ruolo in cui lo stesso Pogba si vede: «Sono un giocatore tecnico, nonostante l’altezza. Mi ispiro a Patrick Vieira, amo giocare davanti alla difesa come Pirlo», disse in una delle prime interviste da bianconero.

Nella sfida contro il Napoli della stagione 2012-13, con la squadra di Mazzarri che è già l’avversario più agguerrito per la vittoria dello Scudetto (sarebbe stato il secondo di quel ciclo che la Juventus non ha ancora interrotto), Pogba entra al posto di Arturo Vidal, occupando per la prima volta la posizione di mezzala nel 3-5-2, avvicinandosi di fatto alla porta.

Gli bastano sette minuti per far capire a tutti il rapporto speciale che c’è tra lui e il pallone, specialmente negli ultimi metri di campo. Sul campanile alzato da Campagnaro, Pogba si trova solo, apparentemente nella posizione migliore per concludere a rete: il corpo del francese è praticamente parallelo alla porta, e per calciare deve ruotare l’anca di novanta gradi e accompagnare il tiro di sinistro con un saltello, dopo aver piantato la caviglia destra nel terreno, eseguendo un movimento del tutto simile allo swing di un tennista che chiude lo scambio con un perfetto rovescio a una mano all’incrocio delle righe. È il gol che presenta Pogba ai tifosi della Juventus, ma anche al resto del mondo.

La doppietta pesante all’Udinese (2012-13)

Fonte: Sky

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