Uomo della Domenica, Porrà racconta Genova

Fabrizio De Andrè, incontenibile cuore genoano, e Paolo Villaggio, acceso supporter blucerchiato, sono i due protagonisti del raffinato storytelling di Giorgio Porrà, alla riscoperta dei nobili della tifoseria genovese. “Genova l’ami e la odi perché è il destino di chi è bella. Senza odio, l’amore non è tale” disse Gino Paoli, uno dei grandi figli di una città di poeti e cantautori, eternati in un piccolo museo situato in Via del Campo 29 rosso. Genova, città verticale, di pura vertigine. Genova e la sua “macaia, scimmia di luce e di follia” nei versi di Paolo Conte. Genova stretta tra monti ed acqua, con strade e quartieri ad aggrovigliarsi insieme.

Genova fragile e incrollabile, Genova e la genovesità che davanti alle tragedie compie miracoli. Come di fronte al collasso del ponte Morandi, il suo lacerante Ground Zero. Genova che nei giorni del suo derby non smette di accarezzare le vittime, curare i traumi degli scampati, sostenere gli sfollati, pretendere risposte da chi quelle risposte fatica a darne. Genova che prova, come sempre ha fatto, ad usare, interpretare il calcio come l’espressione più viva, più solare della sua straordinaria “normalità”. Per descrivere la Genova poetica e calcistica sentiremo le voci del musicista Mauro Pagani, il più importante collaboratore di De Andrè e quella di Piero Villaggio, il figlio di Paolo, che con il ragionier Fantozzi ha cesellato anche la più formidabile macchietta di tifoso italico.

Fonte: SkySport

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