La Figc conferma «Cori discriminanti, gare da sospendere» Primo banco di prova lunedì a Bergamo

La Figc conferma: cori di discriminazione, manifestazioni razziali e qualsiasi forma di violenza nei confronti dei direttori di gara, non saranno più tollerati. La nuova governance federale  prova ad arrestare la deriva degli ultimi mesi, che ha registrato l’escalation sia dei cori contro Napoli e i napoletani, ormai un malcostume diffuso, sia delle aggressioni agli arbitri, cresciute in quantità e, soprattutto, veemenza.
SOSPENDERE Ne ha discusso il Consiglio federale di ieri mattina, che sul primo punto ha ribadito l’indicazione già fornita dal presidente Gravina: l’articolo 62 delle Noif, le norme organizzative interne, andrà applicato alla lettera. «Ne ho parlato sabato sera con il presidente dell’Aia, Nicchi, e il designatore di A, Rizzoli – ha spiegato Gravina – invitandoli all’applicazione rigida del protocollo previsto». La norma esiste dal 2013, fu introdotta dopo che l’allora milanista Boateng fu pesantemente insultato durante un’amichevole a Busto Arsizio contro la Pro Patria. «Le norme sono chiare», ha ricordato Gravina. Già: prevedono che sia il responsabile dell’ordine pubblico presente allo stadio a ordinare all’arbitro di sospendere la gara e alla società ospitante di provvedere attraverso lo speaker ad avvisare il pubblico. «C’è il primo annuncio – ha spiegato il numero uno Figc – nel secondo si riuniscono le squadre a centrocampo. Se si continua (con i cori, ndr) si va nello spogliatoio e poi si annuncia che la partita è stata sospesa». Nonostante i ripetuti casi, però, la norma non ha mai provocato una sospensione. «Noi denunciamo – ancora Gravina –, ma poi non è facile far uscire migliaia di persone dallo stadio. Dopo la sospensione della partita, poi, il problema è del funzionario di pubblica sicurezza». A questo punto, orecchie e riflettori puntati su Atalanta-­Napoli di lunedì sera, primo banco di prova per il nuovo corso. Ancelotti lo ha già auspicato: «Se saremo bersaglio di nuovi cori discriminanti, andrà sospesa la partita».«La procedura è chiara – ha confermato anche il designatore Nicola Rizzoli a Radio anch’io lo sport –. L’arbitro deve fermare la gara per far trasmettere un annuncio pubblico». VIOLENZA Qui, invece, il Consiglio federale ha deciso di mettere mano all’articolo 19 del Codice di giustizia sportiva, che oggi lascia al giudice sportivo il potere discrezionale di stabilire l’entità della sanzione (comunque non meno di 8 giornate). «Il minimo edittale salirà ad 1 anno di squalifica», ha stabilito il Consiglio, equiparando l’Italia alla Uefa, che in caso di aggressioni fisiche prevede uno stop di 15 giornate. «Tolleranza zero? No, meno uno – tuona Marcello Nicchi –. È un problema nazionale, non solo dell’Aia. Noi siamo le vittime»

Fonte, Gazzetta dello Sport

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