Gli interventi di Paolo Condò, Monica Scozzafava e Stefano Borghi a Radio Crc

In diretta ad ‘Un Calcio Alla Radio’, trasmissione in onda su ‘Radio CRC’,  è intervenuto Paolo Condò, giornalista SKY SPORT: “Una canzone per salutare Hamsik? C’è quella canzone di De Andrè che dice che è meglio salutarsi che non essersi mai incontrati alla quale penso ad addii così pieni di amore. È una storia fantastica perché di certo non finisce adesso. Mi piace questa cosa che Hamsik anticipi gli anni del declino, per lasciare l’immagine di sé anche di un super campione. Se ci sarà questo declino lo vedranno i cinesi. Non lo associo ad alcun esempio negativo. Non mi serve associarlo per descrivere la sua grandezza. Hamsik si esalta da solo. Io lo accomuno ad un’altra categoria di grandi campioni come Francesco Totti, Antognoni, Gigi Riva, che pur avendo la possibilità di andare a giocare nei grandi club, che ogni anno vincono qualcosa e che portano i propri giocatori a competere per il pallone d’oro, ha consapevolmente preferito restare in una piazza dove sapeva che avrebbe vinto molto meno, preferendo un tipo di amore incondizionato. Hamsik dirigente? Sicuramente se lui vorrà fare il dirigente, quando questi grandi campioni amati dalla città tornano a fare i dirigenti, perché in ogni caso si è certi della loro buona fede. Sul piano tecnico cosa perde il Napoli? Non perde un giocatore nel pieno degli anni. Dal punto di vista tecnico il Napoli probabilmente non perde niente o poco dal punto di vista tecnico. Il giocatore che andrà al suo posto sarà Fabian, che è un mondo che stai iniziando a scoprire. Un allenatore come Ancelotti sa costruire un tipo di gioco in base ai giocatori che ha. Credo che Ancelotti sia stato molto rispettoso verso Hamsik in questo inizio di stagione. Al di là dell’aspetto economico, a me piace pensare che Hamsik non abbia voluto mostrare a Napoli la parte meno gloriosa di sé”.

In diretta ad ‘Un Calcio Alla Radio’, trasmissione in onda su ‘Radio CRC’,  è intervenuta Monica Scozzafava, giornalista de Il Corriere Del Mezzogiorno: “La valigia di Hamsik pesa? Ci pesa tanto, per quello che questo calciatore è riuscito a trasferire a questa città non solo per quello che ha fatto vedere in campo, credo che lui sia parte di questa città. Bisogna accettare questa scelta, che dal mio punto di vista è stata giusta, e aspettarlo, perché le porte per uno come lui sono sempre aperte. Futuro a Napoli? Non si può programmare. Per quello che ho sempre sentito dirgli il suo desiderio è quello di ritornare in Slovacchia. Lui è molto legato alla sua terra. È un uomo di valori e credo che alla fine lui voglia tornare a casa. Detto ciò lui qui ha comprato casa e non l’ha affittata, quindi Napoli è importante per lui. È un ragazzo intelligente e maturo e probabilmente avrà un vero tributo. Il fatto che sia così legato a questo trofeo, lo dice nella sua lettera. Lui è uno che sente molto e ha anche difficoltà ad esternare. Un giorno allenatore del Napoli? Mai dire mai. A me piacerebbe, ma se devo dire la mia penso di no. Marek ha perso lo scudetto più di tutti a Firenze? Sì, assolutamente. Lui l’ha vissuta davvero molto male. Questo mi dà la cifra dell’influenza che avesse Sarri. Non dico che fu il primo,ma Sarri diede di matto in quell’albergo e si innervosì tantissimo. Trasferire nervosismo a Marek ce ne vuole. Edy Reja allenatore che ha amato di più? Non so dirlo. Io non sottovaluterei Mazzarri. Prima ho sentito dire che il Napoli dal punto di vista tecnico, io credo che invece perda parecchio ”.

In diretta ad ‘Un Calcio Alla Radio’, trasmissione in onda su ‘Radio CRC’,  è intervenuto Stefano Borghi, giornalista di Dazn: “Napoli-Torino? È una partita, oltre che molto importante, con uno scenario particolare. Il Napoli ha fatto un ottimo match settimanale, ma ha di fronte che conosce l’ambiente e sa incartare le partite. Sarà una bella prova. Napoli e Torino soffrono troppo la mancanza di gol? Sì il Napoli ha segnato qualche gol in meno nelle scorse partite. Il Napoli in settimana ne ha fatte tre e poteva farne di più. Anche le parole di Insigne sono state molto significative. Fascia lo ha galvanizzato? Lo ha responsabilizzato. Insigne è napoletano e giocare in questo ruolo gli ha portato una serie di cose. Io per lui ho una passione sviscerata. Trova pienamente il mio gusto, poi lo trovo un ragazzo molto espressivo. Per lui ho un debole e non posso essere imparziale nel giudicarlo”.

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