OBIETTIVO NAPOLI – Squadra ed Ancelotti sempre più deludenti

Non basta e non può bastare il secondo tempo “meno peggio” rispetto al primo, per rendere meno amaro il giudizio su una delle prestazioni più deprimenti dell’era De Laurentiis. Sul campo dell’Arsenal, nella gara più importante della stagione, il Napoli si è fatto trovare per l’ennesima volta impreparato e non all’altezza della situazione. Una costante in questa avventura di Ancelotti, che in azzurro non ha mai convinto, collezionando uno svantaggio umiliante sulla Juventus, in un campionato dove fortunatamente dal terzo posto in poi si gioca all’autoesclusione, e non riuscendo mai a dare alla propria squadra una precisa identità del gioco, né una solidità tattica, sfaldando, di fatto, quanto di buono costruito negli anni di Sarri.
Uno dei limiti fondamentali di Ancelotti è stato quello di non saper motivare praticamente mai i propri giocatori, che spesso hanno mostrato un approccio scarico e mediocre alle gare, da quelle più importanti a quelle meno. Inoltre il suo gioco sembra ormai antiquato e prevedibile. Il 4-4-2 raramente riesce a sfilarsi per proporre schemi validi tra le linee o movimenti sincronizzati sugli esterni. Le distanze tra i giocatori appaiono sempre eccessive e spesso chi è in possesso di palla non sa bene come gestirla. La grande colpa di Ancelotti è stata, poi, quella di avallare un mercato fatto di cessioni incomprensibili ed acquisti sopravvalutati, quando non nulli (come in inverno), portando all’estremo il concetto di “aziendalismo” che tanti allenatori avevano già pagato nel loro passato napoletano.
Bisogna però anche sottolineare come troppi giocatori si stiano rivelando al di sotto del livello richiesto dall’ipotetico progetto-Napoli. Stasera, a Londra, se n’è avuta l’ennesima, deprimente, conferma. Il reparto terzini va rifondato totalmente, per non correre più il rischio di ritrovarsi in Europa con esterni di difesa più abili a passare palla agli avversari che ai compagni. Allan, dopo la mancata cessione, è un giocatore trasformatosi in negativo. Il sopravvalutato Fabiàn Ruiz ha fallito nel proposito di sostituire Hamsik, che a sua volta era risultato incapace di non far rimpiangere Jorginho. Callejòn è un lusso che solo in certe partite, e con determinate dinamiche di gioco che il Napoli non ha più, ci si può concedere. Mertens e Insigne hanno dimostrato già numerose volte di non essere all’altezza dei grandi palcoscenici. Zielinski continua ad essere un giocatore dagli alti e bassi vertiginosi. Il tutto poi viene acuito dal fatto che la gran parte dei giocatori azzurri è costretta a giocare fuori ruolo, a causa del dogmatismo autolesionistico di Ancelotti e famiglia.
Insomma, le premesse per il ritorno (e, ahinoi, per la prossima stagione) non sono delle più ottimistiche; ma nulla è ancora scritto. L’Arsenal, in trasferta, è una squadra che può essere soggetta a clamorosi scivoloni, e se al Napoli è rimasto un po’ di forza interiore, sarebbe il momento di mostrarla…

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