“Feci firmare Maradona, Ferlaino mi disse che ero fissato con i giovani. Tanti amici lo hanno tradito, andava preservato”

A Radio Marte nel corso della trasmissione “Marte Sport Live” è intervenuto Gianni Di Marzio, allenatore.

“Sono stato fortunato in questo percorso a incrociare la strada con Maradona. Io allenavo il Napoli e non conoscevo la sua esistenza, poi andai a vedere una partita in Argentina contro l’Olanda e il tassista mi confidò che c’era questo ragazzo molto bravo, che Menotti non aveva convocato per il Mondiale del 1978. In albergo c’erano giornalisti italiani, mi informai e il Presidente dell’Argentinos Juniors peraltro era italiano. Maradona era arrabbiato con Menotti che non lo aveva convocato ma all’epoca c’era Kempes. Il Presidente mi portò a casa sua per convincerlo ad andare in Italia.
Andammo a Villa Fiorito, lo conobbi e non mi fece una grande impressione: piccoletto, capelli lunghi. Gli ho detto però che avrei fatto di tutto per portarlo a Napoli. Andai negli spogliatoi di nascosto e lo feci firmare subito. Lo feci vedere a Ferlaino, mi disse che ero fissato con i giovani. Io andai poi a vedere Maradona a Ginevra. Il ragazzo era convinto di poter venire in Italia, gli mandai la maglia numero 10 del Napoli.
Il primo Maradona era più forte fisicamente di quello che ci fece vincere lo Scudetto? Credo di sì, era ancora integro al 100%. Maradona è stato tradito dai suoi amici, non l’hanno consigliato bene e protetto, la stessa società avrebbe potuto fare molto di più. Andava protetto perché lui è un’icona, andava preservato e non ci sono riusciti.
Pelè ha vinto Mondiali con grandissimi giocatori, Maradona invece ha vinto praticamente da solo. Aveva una personalità enorme oltre che una grande scaltrezza”.

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