Carlo Alvino e la reinterpretazione della Smorfia Napoletana in chiave calcistica

A Napoli la passione per la maglia azzurra non conosce davvero confini, al punto tale che c’è un amore smisurato per tutti quei giocatori che dimostrano di affezionarsi e di stringere un legame forte con la città e i suoi tifosi. Uno di quelli che è riuscito a far emergere meglio questi sentimenti, grazie al suo lavoro di giornalista, è sicuramente Carlo Alvino, che ha raccontato le vicende del Calcio Napoli nel corso degli ultimi anni in modo accurato e anche decisamente appassionato, affrontando tante soddisfazioni, come ad esempio le due Coppa Italia che sono state vinte nonostante i bookmaker e gli appassionati di scommesse calcio non dessero i favori del pronostico alla compagine azzurra.

I numeri della Smorfia Napoletana

Ebbene, su L’insider è stato proposto un articolo molto interessante, in cui Alvino viene coinvolto in prima persona in una simpatica chiacchierata, in cui è chiamato ad associare ai vari numeri della Smorfia Napoletana quelli di alcuni calciatori che hanno scritto pagine indelebili con la maglia azzurra, nel bene e nel male ovviamente.

La Smorfia Napoletana fa parte della tradizione e della cultura napoletana e per un gran numero di persone riveste addirittura il ruolo di una specie di oracolo. In questo caso, però, si è giocato su una chiave interpretativa molto più scherzosa, approfondendo il significato di alcuni dei 90 numeri che fanno parte della Smorfia e associandoli a dei campioni che sono scesi in campo al San Paolo.

Il numero 10 e Diego…

Carlo Alvino non poteva cominciare questa bella chiacchierata dal numero 10, uno dei numeri più iconici nella Smorfia Napoletana e a cui sono anche maggiormente legati i vari tifosi del Napoli. L’associazione appare banale e anche un po’ scontata, ma non si può fare altrimenti: stiamo parlando del numero 10 che ha vestito Diego Armando Maradona, che da queste parti è considerato un vero e proprio mito irraggiungibile. Adesso, che purtroppo il campione argentino è volato a miglior vita, rimane ancora di più leggendaria la sua figura e quanto ha saputo fare con il Napoli, trascinandolo al primo e unico scudetto della sua storia.

Da Antonio Juliano a Ezequiel Lavezzi

Un altro numero che ha un legame particolarmente forte con i tifosi azzurri è sicuramente l’8, che in realtà nella Smorfia Napoletana viene associato alla Madonna. Per Alvino, però, quel numero ha un significato molto particolare e, se vogliamo, anche decisamente romantico, dal momento che si riferisce ad Antonio Juliano, ovvero il primo calciatore napoletano che è stato convocato con la maglia della Nazionale, uno di quei giocatori che fanno parte di tempi leggendari e ormai andati.

Un altro numero molto interessante è sicuramente il 22, che nella Smorfia Napoletana viene associata al pazzo, ma che Carlo Alvino ha voluto dedicare a uno dei campioni che più sono riusciti ad infiammare il San Paolo nel corso del nuovo millennio. Stiamo parlando del “Pocho Lavezzi”, un vero e proprio talento, anche lui di origini argentine, che è diventato in men che non si dica un beniamino della curva e un po’ di tutti i tifosi della squadra partenopea. D’altra parte, un calciatore che ha quelle caratteristiche, che riesce ad essere così funambolico e imprevedibile sul campo, non poteva che essere associato ad un simile numero, anche per via del fatto che ha saputo trascinare la compagine azzurra a dei risultati veramente importanti, dimostrando amore e fedeltà a questi colori nel corso del tempo.

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