Gli interventi di Eugenio Albarella, Mimmo Malfitano e Fabio Mandarini a Radio Punto Nuovo

In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Eugenio Albarella, preparatore atletico: “L’infortunio di Manolas è al muscolo che fa parte di quelli esterni dell’anca, quello che permette il movimento verso l’esterno del segmento della coscia. È una parte fastidiosa, gli stabilizzatori del bacino sono coinvolti in tutti i movimenti, bisogna certamente cercare di gestirlo al meglio. Essendo una distrazione di primo grado – senza voler avere alcuna presunzione – secondo me, parliamo di 2 settimane per il recupero, ma è molto soggettivo. Da tifoso, speriamo che si riesca a farlo prima, vista la grande professionalità dello staff del Napoli. Osimhen? Per quelle che sono le mie esperienze, questo tipo di lussazione – riferendosi ai comunicati ufficiali – se c’è un infortunio anche di tipo nervoso, porta una deficienza ed ad una condizione non ottimale per l’atleta. Condizione fisica del Napoli? Sto cercando di sottolineare che quello che succede al Napoli quest’anno, sta succedendo a tutte le grandi squadre a livello europeo. Leggo della non capacità del Napoli nel non avere continuità, né esprimere un buon calcio. In Europa, esiste un club che riesce a dare continuità di risultati e spettacolo? Nessun campionato, quest’anno, ricalca i risultati degli anni passati. In Bundesliga, oggi, il Bayern Monaco è primo in classifica da due settimana – gli altri anni allungava di tanto la classifica -, il PSG ha cambiato allenatore e non è primo. Stiamo vivendo un anno anomalo perché ci sono calendari ingolfati, prestazioni in assenza di una componente importante quale quella ambientale e perché si convive col Covid che, oltre a dare sentenze quotidiane sulla rosa a disposizione, abbassa il sistema immunitario ed aumenta l’indice di infortunio. Stiamo assistendo a campionati nuovi. A mio modesto parere, bisogna accompagnare il Napoli agli ultimi due mesi di competizione sperando che il fato sia benevole su infortuni e Covid per giocarsi le proprie possibilità”.

In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Mimmo Malfitano, Gazzetta dello Sport: “Per la gestione di un organico importante c’è bisogno di un tecnico che sappia osare: oltre ad avere uno schema di base, deve avere la capacità di essere duttile e non testardo in merito a certe idee. Considero Gattuso un discreto allenatore che, però, anche sul piano emotivo sta iniziando ad avere qualche cedimento. Certe dichiarazioni, certi attacchi alla squadra, lasciano capire che qualcosa non sta funzionando. Credo che, parlare in questo momento di un Gattuso in difficoltà, sia sbagliato. Come ho sempre ribadito, le persone intelligenti sono quelle che hanno anche il coraggio di modificare le proprie idee e capire che si può giocare in maniera diversa. La squadra è stata costruita con un 4-2-3-1 ma al momento manca Osimhen, pertanto manca profondità e non è produttivo. Il Napoli non può perdere con lo Spezia in 10, sei tonto dentro se perdi così. Il fatto che Gattuso sia così ostinato a giocare con quel modulo, per me, è limitativo. Questo Napoli non va, probabilmente gli stessi giocatori non sono soddisfatti, l’allenatore sembra un ritornello ad ogni partita: i telefoni, il veleno, la cazzima, i giornali e le radio, basta”.

In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Fabio Mandarini, Corriere dello Sport: “Questo Napoli ha una mancanza strutturale fondamentale: un attaccante da 20 gol. Il Napoli ha statistiche impressionanti sui tiri in porta, ma hanno difficoltà a concretizzare quanto si produce. È un mix di componente tecnica e sfortuna. Sicuramente Gattuso ha le sue colpe: insistere su un centrocampo consegnando all’oblio Fabián. È innegabile che ci sono tanti errori individuali, sarà un periodo, una strana congiunzione astrale, ma il Napoli ha tanta qualità, è un’insieme di concause. È responsabilità di Gattuso tirare fuore il carattere dai giocatori, soprattutto perché lui è un gladiatore, un mito straordinario, che teneva le squadre in piedi da solo. Ci sono tante situazioni enigmatiche, Rrhamani resta un rammarico: mi aspetto di vederlo in campo domani”.

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