EDITORIALE. Pari della paura per gli azzurri nella prima semifinale di Coppa Italia

Il momento poco edificante del Napoli, ancora malato, lo si è evidenziato anche ieri sera nel match di semifinale di andata di Coppa Italia contro l’Atalanta, terminato con uno 0 a 0 che va più che bene alla squadra di Gattuso che ha rischiato più volte di andare sotto. Forse gli azzurri sono scesi in campo con l’ordine perentorio di non prenderle e hanno disputato una gara troppo rinunciataria, priva di ogni velleità di successo, probabilmente per l’eccessiva paura di un risultato negativo contro una squadra che ha il secondo miglior attacco del torneo e per giunta scesa all’ombra del Vesuvio con il proposito di riscattare la sconfitta con la Lazio in campionato e di vendicare il 4 a 1 subito, a Fuorigrotta, ad ottobre. Dunque un’Atalanta completamente diversa da quel giorno in cui i partenopei sembrarono un autentico squadrone pronto a lottare per il titolo. La squadra di Gasperini contro un Napoli anch’esso diverso ma stavolta in senso negativo, ha mancato la grande opportunità di espugnare il Maradona, sciupando ghiottissime occasioni da gol, sventate tuttavia anche da un grande Ospina. Ieri gli uomini di Gattuso non hanno praticato l’antico gioco all’italiana che prevedeva difesa stretta e contropiede ma hanno giocato esclusivamente una gara accorta e rinunciataria senza mai tentare di mettere ansia sotto rete agli avversari. Un Napoli, pure in questa occasione, bruttino ma che ha conquistato un risultato che lascia speranze in vista della partita di ritorno a Bergamo tra sei giorni. Ripartire dallo 0 a 0, potrebbe rivelarsi anche un vantaggio per Koulibaly e soci che pareggiando, minimo con un gol, guadagnerebbero la finalissima di San Siro del 19 maggio. Ovviamente l’Atalanta, giocando in casa, avrà il favore del pronostico, però nel calcio non si può masi dire, tutto è possibile. Naturalmente ci vorrà un’altra mentalità e soprattutto tanta  voglia di spaccare il mondo se si nutrono ambizioni di disputare la seconda finale di seguito. Gattuso, contro gli orobici, ha deciso di schierare una difesa a tre con il preciso intento di chiudere gli spazi agli avversari che tra le loro fila hanno frecce pericolosissime quali Muriel e Zapata, i quali, sono stati ben contenuti dai difensori partenopei e quando Muriel ha avuto sul piede una limpida palla gol ci ha pensato Ospina a fermarlo con un’uscita preziosa. Tuttavia il fatto di non volere offendere, per una squadra come il Napoli votata all’attacco, non ha soddisfatto la tifoseria che si attendeva qualcosa di più dai loro beniamini. Ciò nonostante, in questo periodo, chiamiamolo di convalescenza degli uomini del tecnico calabrese, il risultato bianco è più che buono. con l’auspicio s che, nella partita di ritorno, si possa recuperare appieno l’attaccante più costoso della storia del Cacio Napoli, mister 70 milioni Victor Osimhen.

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