EDITORIALE: il Napoli non supera l’esame di maturità

Ancora una volta il Napoli non riesce a sfatare il tabù Allianz Stadium di Torino. Da quando il nuovo impianto ha sostituito il vecchio Delle Alpi, ossia dieci anni or sono, gli azzurri hanno disputato dieci gare collezionando nove sconfitte ed una sola vittoria, quella famosa, grazie all’incornata di Kalidou Koulibaly nei minuti finali nell’anno dello scudetto perduto con Sarri. Ieri gli azzurri, nella sfida spareggio con i bianconeri,  per la zona Champions, non hanno superato l’esame di maturità, mancando nuovamente, come spesso è accaduto in precedenza, un appuntamento importante. La sconfitta per 2 a 1 ha pertanto frenato la rincorsa ad una posizione che garantisca la partecipazione alla prossima prestigiosa manifestazione continentale per club, tuttavia nulla è ancora perduto, ci sono  nove partite di qui alla fine del campionato ed il Napoli ha l’obbligo di tentare il tutto per tutto per rientrare al più presto  in zona Champions, magari a scapito della stessa Juve o del Milan che dà segni di cedimento sempre più evidenti. Contro la compagine di Pirlo i partenopei non sono stati capaci di giocare con il coltello tra i denti e di osare di più, peraltro, regalando, come al solito, un tempo agli avversari. Infatti la prima frazione di gioco non è stata affatto esaltante, mente nella ripresa le cose sono cambiate anche grazie agli innesti, a mio avviso tardivi, di Osimhen e Politano, in sostituzione di Mertens, inguardabile e di Lozano, solo al 40% della condizione. Le reti bianconere di Ronaldo e Dybala sono scaturite sempre per disattenzione del reparto difensivo che nelle ultime due partite ne ha combinate di cotte e di crude, subendo ben cinque reti evitabilissime con ben altra concentrazione e cattiveria agonistica. Del resto la Juventus non certamente brillato di luce propria, ha vinto in virtù di colpi da maestro di due giocatori in attacco, superiori alla media. Nonostante ciò, con un pò di precisione in più sotto porta da pare di Zielinsky, la partita si poteva anche pareggiare e non si sarebbe gridato allo scandalo. E’ inoltre doveroso precisare che ci ha messo del suo pure il direttore di gara Mariani, autore di una prestazione poco convincente nella quale ha negato due rigorissimi, uno per la Juve e l’altro per il Napoli che neanche il Var ha voluto evidenziare. Difatti nel primo tempo Lozano ha sgambettato Chiesa in conclusione di un’azione sul fondo sinistra del campo, oltre la linea ma, da regolamento, è rigore lo stesso pur non essendo nel rettangolo di gioco, e poi successivamente sul finire dei primi 45 minuti, c’è stata un’analoga situazione con Zielinsky atterrato in piena area, però l’arbitro, ad un metro dall’azione incriminata, ha fatto cenno di continuare ed il tale Di Paolo, al Var, a fare scena muta. Un secondo sbaglio di Mariani  che ovviamente non può essere considerato a compensazione del primo errore. Con questo non significa che l’undici di Gattuso abbia perso per colpa del direttore di gara, tuttavia, è indubbio che il fischietto di Aprilia ha inciso sul risultato finale. Ma oramai è andata così, adesso occorre rimboccarsi le maniche e tornare a vincere, a cominciare da domenica prossima, a Genova contro la Sampdoria, perchè con tanti scontri diretti da disputare tra le prime sette sorelle, tutto può accadere. I tifosi azzurri meritano senz’altro la soddisfazione di tornare a sentire la musichetta della Champions League.

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